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lunedì 16 aprile 2007

Demos e Cratos

(foto di monkeyatlarge)
«Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto.» (Walt Whitman, Prospettive democratiche)

Il concetto di democrazia, nel nostro paese, sta veramente diventando privo di significato. Leggete questa intervista, non è di Berlusconi ma di Dini.
La Russia sta cercando finalmente di ribellarsi alle angherie del nuovo Zar di tutte le Russie, e chi protesta viene accusato di voler ripristinare il comunismo (all'ex presidente non viene in mente che invece in democrazia si può lottare contro le ingiustizie sociali del sistema senza essere tacciato di "apologia di comunismo"?).
Il comunismo è finito.
Oggi c'è Putin: il campione della democrazia energetica Russa. Il suo governo ha fatto indagare concorrenti, distrutto aziende private rivali, messo a tacere gli oppositori, ucciso giornalisti, compiuto crimini di guerra in Cecenia, chiusa l'ultima emittente TV indipendente, tentato di uccidere l'attuale presidente della Repubblica ucraina e sparso polonio radioattivo per tutta l'Europa.
Parliamoci chiaro, La Russia è uno dei primi partner energetici dell'Italia, per cui i nostri politici non hanno molto interesse a rompere qualche uovo allo Zar.
Inoltre il sistema di repressione russo assomiglia per certi versi a quello italiano. Basta far sparire i nastri delle telecamere e dire che c'è stato un black-out per poi mandare la celere.
Per fortuna c'è ancora chi ha voglia di ridere.

martedì 3 aprile 2007

Da grande voglio fare l'AD

da repubblica:

"Il 2006 si conferma come un altro anno d´oro per gli stipendi dei dirigenti italiani. Oltre 40 tra i top-manager di Piazza Affari (contro i 27 del 2005) hanno chiuso l´anno con una busta paga superiore ai 3 milioni. E la testa della classifica dei Paperoni d´Italia è stata riconquistata – dopo un anno di interregno – dai vertici della galassia Pirelli-Telecom. Lo scettro di "Bill Gates" tricolore è andato a Carlo Buora che grazie alla liquidazione della Bicocca (lasciata per concentrarsi sull´ex-monopolio) si è messo in tasca un super-stipendio da 18,8 milioni...
...Il leader degli stipendi non drogati da proventi straordinari è Alberto Lina che tra Impregilo e Sirti si è messo in tasca 7,3 milioni. A un´incollatura lo segue Marco Tronchetti Provera. Il numero uno della galassia Pirelli-Telecom ha affogato i dispiaceri per la bufera finanziar-giudiziaria che ha travolto il suo gruppo con una busta paga da 7,1 milioni, precedendo di un´incollatura il tandem al volante di Fiat – Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo – fermo (si fa per dire) a quota 7 milioni...
...Più di 100 manager di Piazza Affari comunque hanno festeggiato il 2006 con in tasca un bell´assegno milionario, come il vecchio signor Bonaventura. Sotto questa soglia – tra tanti semi-sconosciuti – brilla lo stipendio quasi monacale di Enrico Bondi. Il numero uno della Parmalat, per il 2006, si è accontentato (beato lui) di 390mila euro."

Nonostante i non certo brillanti risultati ottenuti dalle più grandi compagnie italiane, sempre sull'orlo della crisi, i compensi dei valorosi manager aumentano di continuo. Senza pausa.
I servizi peggiorano, si cercano tutti i modi sleali per circuire i dipendenti e confondere i clienti. Su tutte, ormai le truffe delle società telefoniche le hanno rese tutte uguali.
Stiamo tornando nel medioevo. I padroni stanno rubando da mangiare al popolo, senza che questo possa fare nulla. Ovviamente non serve più mandare i soldati o gli esattori, ora ci sono le banche e gli avvocati a fare la parte del leone.
In tutto questo la possibilità per uscire da questa situazione ci sarebbe anche: si chiama Class Action.
Purtroppo, come si può benissimo immaginare, ci sono tanti ostacoli contro la legge allo studio ora in parlamento. La proposta di Bersani, che riconosce il diritto alla Class Action ai soli enti riconosciuti dal governo, non piace.
I giovani di Italia dei Valori, oltre ad aver contribuito attivamente nella Proposta di Legge (PDL 1834) presentata dall'On. Pedica, appoggia la petizione contro il DDL bersani relativo alla Class Action, che rimarrebbe appannaggio dei poteri forti controllati dal mondo finanziario

martedì 13 febbraio 2007

DICO la mia

La storia delle unioni di fatto in Europa è molto lunga, i primi sono stati i Danesi nel 1989 come apri pista. In seguito, negli anni '90, un po' tutti i paesi europei hanno legiferato in materia con leggi che permettono l'unione omosessuale o i patti di convivenza.
Gli ultimi paesi, tolta l'Italia, rimasti senza una legge specifica rimangono l'Austria e la Polonia. Siamo gli ultimi ed il rischio è che lo resteremo per molto.
Ora Ruini ha dichiarato che emetterà una dichiarazione unica sull'argomento DICO per tutti i cattolici, purtroppo questo avrà ripercussioni pesanti sulla vita politica Italiana che rimane influenzata dal cardinale molto più che gli Italiani. Avevamo già i Teocon di destra, ora ci sono i Teoden di sinistra. Sono quelli del grande centro estremista.
D'altra parte, tutt'oggi, gli ex-democristiani sono praticamente in tutti i partiti politici da destra a sinistra. Un blob che rischia in tutti i momenti di far saltare tutto. Con buona pace di Garibaldi, che nemmeno sulla sua tomba voleva un prete a parlare di lui. Ma Garibaldi non c'è più, per contrastare la sfera d'influenza politica del Vaticano ci troviamo Bertinotti: quello che mentre dormiva sulla sua poltrona a Montecitorio si è destato per un secondo per dire "no alla base di Vicenza", e poi si è riaddormentato pensando a Lenin.
L'altra politica non c'è, hanno lasciato tutto nelle mani della Bindi e della Pollastrini: infangatevi voi che ci tenete tanto. Intanto qualcuno si imbosca aspettando che tutto si calmi e che la legge non passi, in questo modo la loro finta figura di uomini un po' cristiani ed un po' rivoluzionari sarà salva.
Siamo in paese libero, per cui chiunque può dire la sua, Il cardinale può parlare come ritiene opportuno. Quello che non dovrebbe fare però è il ricatto ai politici, al pari di associazioni (a delinquere e non) o società sportive (vedi seria A).