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venerdì 20 luglio 2007

Mobilità, ZTL, degrado del centro di Forlì

(foto di giuli@)
Negli ultimi giorni non si fa che parlare del nuovo piano del traffico per il centro storico di Forlì.
Ormai la situazione è confusa, tanto più che si sta creando un tutti contro tutti in base al gruppo di appartenenza. Anche con rimostranze che non c'entrano nulla.
L'ultimo è il caso del caro On. Pini (famoso in parlamento per essere stato sospeso durante l'ultima rissa parlamentare, ha chiesto una medaglia per questo...) che parla di "centro abitato da accozzaglia di extra-comunitari". Giusto per dare un tocco di classe alla polemica.
C'è chi parla di complotto per portare più consumatori verso il nuovo centro commerciale. Che però è verso l'autostrada perché venga la gente da fuori, non da Forlì.
Ed i commercianti continuano nel non senso di formare un unica associazione per abbattere i costi di gestione, e soprattutto cominciare a differenziare un po' l'offerta dei prodotti. Non possono pensare di avere prodotti per ogni tempo.
Gli ultimi della lista sono gli abitanti. Come tutti hanno le loro esigenze, non è colpa loro se abitano in centro, e nemmeno se sono costretti ad avere più di un'auto per andare al lavoro. Se ci fossero mezzi pubblici adeguati alle esigenze della città si potrebbe benissimo lasciare la macchina al parco urbano (anche se il parcheggio è già spesso pieno, come alla stazione dei treni... alla faccia di chi non usa per "basso livello culturale" i mezzi pubblici) ed andare in piazza o viceversa.
Ma i mezzi pubblici sono un tasto molto dolente per Forlì (come per Cesena).
Teniamo un'attimo da parte la questione finanziaria disastrosa, e prendiamo invece in esame cosa potrebbe succedere introducendo più concessioni al trasporto pubblico. Se ci fossero, per esempio, tre aziende private, non connesse tra loro, per il trasporto pubblico, a cui il comune deve dare solo un contributo (1) in base al numero di biglietti che riescono a fare.
Le aziende private devono fare utile, con o senza l'aiuto del comune. Che comunque non può continuare a ripianare i debiti delle sue società con i soldi dei contribuenti.
Come minimo avremmo un raddoppio delle linee e delle fermate dei tram.
Parcheggi scambiatori, a cilindro (vedi Cesena) o a più piani potrebbero almeno limitare gli ingressi in auto verso la piazza, in cui la gente spera di continuare a lavorare e vivere ancora per molto.
Inoltre cominciamo a prendere in esame l'idea di mettere sistemi di controllo agli accessi. Inutile girarci attorno, soprattutto in certi orari i residenti denunciano l'ingresso di auto anche in zone a traffico limitato.... e non sono residenti.

mercoledì 20 giugno 2007

Il sito del Comune di Forlì cambia look

Il sito del comune di Forlì è stato modificato, vi invito a dare un'occhiata.
Ad una prima occhiata ora il sito è molto facile da usare anche per i profani. Sembra un ottimo lavoro!

venerdì 25 maggio 2007

Forlì TV

Vogliamo segnalare questa bellissima iniziativa: la prima web-TV di Forlì.

"Forli.TV è un progetto di Tek Tank, i laboratori ICT presso il Polo di Forlì dell’Università di Bologna.
Nata come prototipo per la sperimentazione delle tecnologie audiovisive sul Web, Forli.tv sta diventando un archivio documentale dei momenti più importanti della vita della città.
Forlì.tv è anche un laboratorio a disposizione degli studenti dell’Università di Bologna per apprendere a produrre contenuti multimediali.
Per questo, la nostra sede, in Via Pratella 14 a Forlì è stata adibita a laboratorio video, con la possibilità di ospitare dei corsi di formazione. "


(la sala stampa di via Pratella)

martedì 22 maggio 2007

Anche la Fiera di Forlì in rosso

Delle tante aziende partecipate dal comune di Forlì quali sono in attivo?
Poche, almeno stando a quello che è possibile leggere ormai tutti i giorni sul giornale.
E' difficile dare un'ordine temporale a tutti i comunicati.
- Promozione e turismo (non trovo il dato di quanto ammonta "il rosso")
- ATR (più di 2 milioni di euro)
- SEAF (430mila euro è perde il socio di maggioranza che si rifiuta di fare un'aumento di capitale)
- Fiera di Forlì, l'ultima aggiunta, con 152 mila euro (contro i 92 mila dell'anno precedente).

A conti fatti sembra che l'unica azienda in attivo del comune di Forlì sia Hera, l'unica azienda che può pescare direttamente dalle tasche (e dalla salute) dei cittadini senza che questi abbiano alternative.
Il Sindaco dovrebbe farsi carico della situazione disastrosa in cui si trovano queste aziende, decidere una politica nuova per la loro gestione, modificare le concessioni oppure crearle dove c'è stato un'affidamento diretto, lasciarle completamente in mano ai privati oppure renderle completamente pubbliche (alcuni comuni più piccoli hanno raggiunto migliori risultati).
I consiglieri comunali della maggioranza dovrebbero cominciare a mettere in dubbio come vengono portate avanti le ex-municipalizzate, fare un'analisi un po' più approfondita del bilancio portato in giunta, avere il coraggio di votare contro gli interessi economici degli "amici".
Venerdì si dovrebbe votare per la fiducia al CDA della Fiera. Staremo a vedere...

giovedì 17 maggio 2007

Amministrare il traffico

In questi giorni l'assessore alla mobilità Morelli propone il piano di sosta per il centro storico.
Ci sono due novità che rischiano di aggravare ulteriormente il rapporto tra cittadini e negozianti residenti del centro e il comune.
La prima è l'aumento di ben 50 centesimi per i parcheggi "lunga sosta", per cui si pagherà quindi 1,5 euro.
La seconda, ma i DS hanno già dichiarato che non la voteranno, il pagamento della sosta fino alle ore 22.

La domanda è: qual'è lo scopo?
Cerchiamo di ragionarci appena due minuti.
Partiamo con paio di principi:
- le macchine inquinano mentre sono accese,
- il problema del centro storico è che ci sono troppe auto.
Detto questo, il comune alza le tariffe perchè "il ricambio degli stalli favorisce anche una maggior circolazione delle auto e garantisce più afflusso (parole di Marco Errani)". Quindi con questa strategia il centro è più congestionato e c'è più smog.
Ricordiamoci: il problema, le auto, lo creano quando sono in movimento.
Praticamente l'aumento delle tariffe non serve assolutamente per ridurre il traffico o diminuire lo smog, serve per aumentare "l'afflusso" cioè il traffico.
Cesena, da parte sua, possiede parcheggi sotterranei a cilindro appena fuori le mura del centro storico da cui inizia poi la ZTL. La ZTL di Cesena è enorme rispetto quella di Forlì.
Forlì invece ha un parcheggio anche in Piazza Giovanni Paolo II° e possiamo salutare Saffi passando per la piazza.

La seconda proposta sembra più per penalizzare i cittadini residenti in centro che altro. Perchè fino alle dieci? Qual'è il senso della proposta? Quali benefici potrebbe portare alla città?
Più che una scelta ambientalista, come qualcuno vorrebbe farla pensare, sembra una necessità di far cassa.

giovedì 10 maggio 2007

L'areoporto di Forlì

da romagna oggi:

FORLI’ – “Le istituzioni locali ci devono credere”. Elvio Galassi, assessore comunale con delega all’Aeroporto, spinge nei confronti di Provincia e Camera di commercio affinchè investano di più sullo scalo forlivese e aiutino così il Comune a ripianare il debito che grava sul bilancio dell’aeroporto. Quest’anno l’Amministrazione comunale dovrà pagare 430mila euro per ‘chiudere’ il buco: sul provvedimento i Verdi, presenti in giunta, si sono astenuti.
Galassi, intervenendo durante il Consiglio comunale dedicato all’argomento, ha puntato anche sul coinvolgimento degli enti dei territori vicini, vale a dire Ravenna e Cesena, visti gli sforzi promozionali che il ‘Ridolfi’ sta compiendo a favore anche di queste aree con la società “Promozione e turismo”.
L’opposizione di centrodestra ha votato contro la delibera che ha approvato il piano di rientro del debito accusando gli amministratori di scarsa capacità di gestione e di sperpero di denaro. Sotto accusa le spese per il personale, per le consulenze e per la promozione dei voli. Perplessità anche da parte dei Verdi, componente importante della maggioranza di centrosinistra, che hanno così deciso di astenersi dall’approvazione del piano. Favorevole, invece, il gruppo “Nuova Romagna” con il consigliere Piergiuseppe Bertaccini.

Per parlare dell'areoporto di Forlì dovremmo fare prima qualche passo indietro.
Partiamo da chi è la società la società di gesione, la SEAF (Società Esercizio Aeroporto Forlì), e passiamo subito alle quote di partecipazione:

- Aeroporto "G.Marconi" di Bologna Spa (35,000)
- Comune di Forlì (26,886)
- Regione Emilia-Romagna (25,026)
- Provincia Forlì-Cesena (5,000)
- Camera di Commercio Forlì-Cesena (5,000)
- Comune di Cesena (2,500)
- Ass.ne degli Industriali di Forlì-Cesena (0,587)
- Altri soci (0,001)

Quindi la società è per il 60% in mano pubblica, e per il 30% in mano privata.
La società che detiene la quota di partecipazione privata maggiore è la: Aeroporto 'G. Marconi' di Bologna S.p.A., la società privata che gestisce l'areoporto di Bologna.
Di chi è questa società? Bene:

- Camera di Commercio di Bologna (50,45)
- Comune di Bologna (16,75)
- Provincia di Bologna (10)
- Regione Emilia Romagna (8,80)
- Aeroporti Holding Srl (5,01)
- Altri Soci (8,99)

Si può tranquillamente dire che l'areoporto di Forlì, tolta una quota marginale, è quasi interamente in mano pubblica.
Nonostante la gestione non stia funzionando esattamente bene, Galassi vuole coinvolgere altre amministrazioni pubbliche invece di nuovi investitori privati (che chissà, avrebbero piacere di far rendere il loro investimento).
E' preoccupante vedere come l'amministrazione pubblica continua ad investire (e parliamo di 400 mila euro) su aziende che ormai dovrebbero essere private e non sulla qualità della vita dei suoi cittadini. Possibile che a Forlì nessuno si accorga che il modello pubblico e privato insieme non funziona? Quante altre controllate devono avere il bilancio sul rosso profondo per capirlo?
Nel suo blog Alessandro Ronchi inserisce la sua perplessità riguardo la distribuzione delle spese, cioè quella relativa alla promozione e rappresentanza: pari a 2,3 milioni di euro.
Una cifra smisurata dato che ogni passeggero (nel 2006 circa 618.000) costa quindi solo in pubblicità quasi 4 euro.
Perchè sono tanti? Presto detto.
Forlì si è specializzata nei voli low-cost con costi per biglietto da 60 euro a 100 euro. l'incidenza è notevole dato che la struttura riceve una parte del prezzo del biglietto da parte della compagnia aerea. Supponendo che l'areoporto di quelle 60 euro ne prenda quasi la metà, anche se improbabile, e come se spendendo 10 euro al supermercato 1,5 euro fossero necessari per le spese pubblicitarie; peccato che poi ci siano anche le spese della struttura ed il prodotto da vendere.
In una situazione del genere è chiaro che l'azienda sia in perdita.
Normalmente le società per azioni (s.p.a.) hanno tanti soci (rappresentati dalle azioni che hanno in mano), un amministratore delegato ed un consiglio di amministrazione che gestiscono l'azienda.
Se la società va in rosso, normalmente, la prima cosa da fare è quella di mettere sotto processo l'amministratore delegato, dato che lavora male. Non gli azionisti!!!
Nel capitalismo nostrano avviene proprio questo invece: la società è allo sfascio ma gli enti pubblici (in qualità di soci) ci devono mettere le mani per risolvere il problema. Altrimenti la società deve lasciare a casa i dipendenti, il comune perde di credibilità, perde una struttura strategica, ecc...
Un ricatto in piena regola: dove i soci diventano controllati dall'amministratore.

In questa situazione ogni tanto qualcuno dovrebbe prendersi le responsabilità per cui i suoi elettori l'hanno mandato in comune.
D'altra parte: i consiglieri rappresentano i cittadini o gli interessi del comune di Forlì e della regione?

(tutti i dati sono stati raccolti su internet, presso i relativi siti istituzionali)

giovedì 12 aprile 2007

Alex Zanotelli

(da wikipedia - Alex Zanotelli)

Questa sera Giovedì 12 Aprile alle Ore 20.45 presso la Sala Zambelli della Camera di Commercio (Piazza Saffi 1) sarà tenuto un incontro pubblico aperto alla cittadinanza con Padre Alex Zanotelli sul tema:

AFFARI E RIFIUTI: e la salute? Introduce la Dr.ssa Patrizia Gentilini

Chi è Padre Alex Zanotelli? Missionario Comboniano, è stato direttore di Nigrizia dal 1978 al 1987. Dal 1994 al 2002 ha vissuto nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya, tra i più poveri ed i più emarginati del pianeta. Rientrato in Italia, vive a Napoli, nel rione Sanità, ancora una volta vicino agli ultimi, costantemente impegnato nella denuncia delle ingiustizie, nell’affermazione dei diritti dei poveri e nella difesa dei beni comuni essenziali alla vita.

Incontri segnalati per venerdì 13 aprile

da Romagna oggi:

FORLI’ - Il linguaggio della politica contemporanea e l’etica come dimensione comportamentale nell’agire politico odierno saranno i temi affrontati durante la conversazione sostenuta dal Prof. Rocco Ronchi, ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università degli studi dell’Aquila. L’incontro, organizzato dalla Fondazione Garzanti Onlus di Forlì, si terrà venerdì 13 aprile 2007 alle ore 17.00 presso il Centro Studi Garzanti in C.so della Repubblica 117.

Dal consigliere regionale IDV Paolo Nanni:

Il Ministro Di Pietro sarà in Regione (Via Aldo Moro, 52) venerdì 13 aprile alle ore 14:30 in punto per incontri istituzionali legati ai finanziamenti per ridurre il disagio abitativo.

mercoledì 14 marzo 2007

Riunione del 19 marzo GIV

I giovani di Italia dei Valori di Forlì-Cesena si troveranno lunedì 19 marzo.
Gli argomenti all'ordine del giorno sono:
- Aggiornamento sul sito provinciale IDV e GIV
- Progetti sulla mobilità, organizzazione ed organicità
- Elezioni di Castrocaro e Terra del Sole
- Volantino
- Scuola di politica
- Varie ed eventuali

Il luogo della riunione rimane da decidere. Per altre informazioni giv.forli@gmail.com

lunedì 12 marzo 2007

Liberalizzazione del trasporto pubblico

(foto di delaurus)

Una cosa su tutte i cittadini della nostra provincia dovrebbero averla capita: le controllate del comune fanno più danno che utile alle città. La nostra azienda dei trasporti "obbligatoria" (nel senso che abbiamo ed avremo sempre questa, senza nessuna possibilità per gli altri) ha subito danni ingenti per la rottura dei motorini di avviamento in più di 100 bus nel deposito. I "teppisti" hanno inoltre scritto uno slogan - un contratto un'azienda - alludendo al fatto che Setram al momento ha un contratto diverso da E-Bus.
Guardando nella storia contemporanea questi episodi sono compiuti in tutto il mondo dalla malavita che appoggia una volta gli imprenditori e una volta i sindacati, in modo da guadagnare su ambedue i fronti. Lo spauracchio della mafia e della malavita torna nuovamente dentro le case forlivesi.
Non senza sconcerto.
Quello che ancora non si vede è: dove sono le istituzioni? Cosa intendono fare per sanare la situazione? Questa volta hanno rotto i motorini di avviamento, ma la prossima?
Non farsi intimidire non significa nulla: le società, il comune, la provincia ed i sindacati sono costretti a farci vedere con i fatti la loro posizione.
I lavoratori meritano rispetto, gli imprenditori si aspettano sicurezza, i cittadini buoni servizi, la malavita merita la galera.
Le istituzioni invece devono garantire tutto questo.
Il nostro presidente provinciale Bulbi continua a ripetere che bisogna trovare una soluzione che vada bene sia per l'azienda che per i lavoratori.
Soluzione che solo lui può dare, ma che sembra cercare altrove: come l'accorpamento in un'unica società di trasporto romagnola. Il progetto a suo tempo non piacque tanto ai comuni, forse anche loro sono spaventati da un nuovo mostro sovietico come Hera, tanto da pubblicare documenti "riservati" su internet relativi al progetto.
Cosa fare ora?
E-bus e Setram dovrebbero iniziare ad essere quello che sono: società private con la concessione per i trasporti pubblici, senza legami con l'amministrazione.
Il comune dovrebbe cominciare a fare quello per cui paghiamo le tasse: fare gare d'appalto per assegnare alle aziende "qualificate" le concessioni.
La proposta di Bulbi invece? Ridurre il CDA per diminuire le spese di gestione lasciando un'amministratore unico, ovviamente scelto dalla politica.
La legge sulla liberalizzazione e la privatizzazione delle aziende pubbliche ormai è già vecchia...

martedì 6 marzo 2007

Abbandonare la nave?

(Un cafè a Parigi, da noi non si può più tenere i tavolini come nella foto - foto di Francesco Santo)
Negli ultimi giorni nel centro storico di Forlì sono successi alcuni avvenimenti che possono lasciare interdetti.
La scorsa settimana il Mega (piccolo centro commerciale di corso della Repubblica) aveva lanciato l'idea agli altri esercenti del centro di associarsi fra loro, in modo da essere più competitivi e ridurre le spese di gestione. Un po' quello che può essere l'ultima difesa all'Iper che sta nascendo vicino all'autostrada.
Nonostante il rischio concreto di essere messi fuori mercato dal "mostro di cemento", gli imprenditori del centro hanno già liquidato la proposta. I vecchi rancori di una vita con il negoziante vicino sono evidentemente più importanti, in un'ipotetica scala di priorità, al riuscire a tenere aperto il negozio.
Questo dovrebbe fare riflettere molto chi va parlando da ormai tre anni di riqualificazione del centro.
Altra notizia è quella che vuole la tazza d'oro e lo zelig, due locali della piazza, multati di 1000 euro per i tavolini e le sedie che sono fino ad oggi rimasti ad allietare i pomeriggi della piazza gli anni passati. Una legge comunale ora impedisce, o rende impossibile, la loro presenza. La pizzeria sole, per rispettare le regole, ha dovuto eliminare le sedie ma ora può mantenere i tavolini.
Ci si può appoggiare ma non sedere.
La norma attuale prevede che l'occupazione del suolo pubblico deve essere la metà dei metri quadri dell'esercizio interno, quindi i locali microscopici che aspettano l'estate per guadagnare qualcosa rimangono a bocca asciutta. Inoltre l'Ausl prevede che ci siano doppi servizi per i locali che occupano suolo pubblico. Tutto ciò in edifici storici, dove non si può cambiare nemmeno una lampadina senza l'autorizzazione, rendendo impossibile la costruzione.
Un giovane commerciante come può decidere di investire in un posto simile? Come si può parlare di riqualificazione quando, purtroppo, si sta giocando una guerra dei nervi tra parti che sulla carta non esistono?

giovedì 22 febbraio 2007

Partito democratico: forum a Forlì-Cesena

Lunedì 21 Febbario alle ore 20.30 con un forum cittadino si è dato avvio al percorso che dovrebbe portare alla costituzione del partito democratico.
L'iniziativa ha coinvolto 30 comuni della provincia di Forlì-Cesena per un totale di 2000 persone circa.
Qualche impressione e commento sulla serata.
Appena entrati nella sala della fiera di Forlì abbiamo constatato che i pensieri avuti a casa erano giusti: tra capelli d'argento e calvizia senile su 500 persone ci saranno stati appena 40 persone sotto i 40 anni, non parliamo sotto i 25 perchè il dato è esilarante. Eravamo preparati a questo, non siano rimasti demoralizzati.
L'incontro, dopo aver sentito Guccini allo sfinimento, è iniziato con quello che qualcuno ha definito "la benedizione di Prodi e di Fassino", niente di che.
Prodi ha esordito con il solito - "care amiche e cari amici", per poi fare bonariamente il ben noto discorso sullo stare assieme. Dalle sue parole appare chiaro che il partito democratico nasce dalla unione già collaudata fra Margerita e Ds, però si apre anche ad altri partiti.
Cosa avrà mai voluto dire? é un invito a partecipare attivamente ad un progetto o piuttosto ci viene concesso di salire su un treno già partito di cui solo loro hanno deciso la destinazione e le tappe?
Fassino declama quanto abbia fatto e stia facendo il governo per il paese, nonostante Berlusconi, ma si dimentica di parlare del partito democratico correggendosi solo verso la fine quando accenna alla necessità di una leadership forte.
A questo punto il "forum" parte con una piccola introduzione di Mingozzi (Margherita) che deve intervenire al posto del sindaco di Forlì Nadia Masini, momentaneamente occupata nel consiglio comunale.
I primi interventi sono programmati, così parlano le associazioni ed i segretari di partito. Nessuno parla del partito democratito se non per sottolineare quanto valida sia l' idea di dare al paese un nuovo soggetto politico che sappia rispondere alla aspettative dei cittadini. Si parla invece molto di programma, di liberalizzazioni, qualcuno paragona il nuovo partito democratico a quello già esistente negli Stati Uniti e qualcuno si arrabbia per l'accostamento, si accena alla legge elettorale ed infine alla privatizzazione delle controllate del comune. Si svicola, tuttavia, in merito alla questione di definire una carta di valori che sappia creare una sintesi fra l' anima socialista e quella democristiana dei partiti attuali.
Poi finalmente tocca al "Segretario della federazione dei di DS di Forlì", Rosetti. Contento del risultato ottenuto come primo incontro (più di 500 persone) ringrazia tutti i partecipanti del suo partito e degli altri partiti dell'Unione presenti, nonchè le associazioni; quindi cita verdi, repubblicani europei, acli eccetera. L' IDV non viene menzionata.
Lasciamo ad ognuno trarre le proprie conclusioni.
Intanto ci ha raggiunto il sindaco e sono ormai terminati gli interventi programmati, così arriva anche per la platea il momento di esprimersi, in fondo doveva trattarsi di un forum cittadino non di un metting fra partiti ed associazioni.
Partono gli interventi: qualcuno parla ancora di programma, qualcuno afferma che il socialismo non è morto, qualcun altro sostiene che la via è quella liberale, qualcuno non capisce perchè le bellissime cose dette fino a quel momento non possano essere realizzate dal governo attuale e ci sia la necessità invece di fare un nuovo soggetto politico che le realizzi.
Già, il punto è proprio questo: perchè fare un nuovo partito? Per battere la destra alle prossime elezioni? Per avere un programma più vicino alle esigenze dell 'elettorato ( ma non c' era già stata la fabbrica del programma?)? Oppure perchè la gran parte degli elettori non può più essere incasellata in ideologie che appartengono al passato del nostro paese: destra e sinistra esistono più in Italia? Ovviamente nessuno coglie lo stimolo ad indirizzare il dibattito su un livello più intellettuale.
Così la giostra ricomincia: c'è chi si rallegra per la presenza in platea di così tanti giovani (noi e gli altri due giovani sotto i trenta ci voltiamo a destra ed a sinistra per capire dove si siano nascosti i nostri coetanei, ma sono le teste degli "anta" a dominare la platea) poi la confusione aumenta e sono gli ultra-sessantenni che schiamazzano sull'uscio.
Ci sono un paio di ottimi interventi che soprattutto inquadrano alcuni punti critici nel forum: la mancanza dei giovani in politica, la classe politica ormai troppo consumata e l'adeguatezza o meno di partire dall'alto per relizzare questo nuovo partito anzichè dalla base. Inoltre s’inquadra definitivamente il passaggio della sinistra riformista dal socialismo al liberalismo.
L' On. Sandro Gozi uno degli uomini di Prodi che si occupa di immigrazione, è fra gli ultimi ad entrare nel dibattito. Da dentro il governo ci rassicura che sia la legge sul conflitto d’interessi che quella sulla legge elettorale si faranno, poi si corregge dicendo "O almeno stiamo spingendo su questa direzione".
Gli interventi sono finiti, la parola torna alla Masini. Non dice nulla, ricorda in maniera velata a chi è salito sul palco per criticare “il” partito che avrebbe dovuto pensare meglio a quel che diceva. Constatiamo ancora una volta quanto a questa classe politica sfugga il concetto di Democrazia.
Un ultimo discorso di commiato dei DS e poi tutti a casa.
Solo alcune considerazioni finali.
Il forum. Si è parlato di vari aspetti che possono servire per scrivere un programma (ovviamente molto vicino a quello dell'unione). A cosa può servire una cosa del genere? Beh, per noi a poco.
Si poteva parlare di come unire le due anime della sinistra (socialista e cristiano-democratica) ma non è stato fatto. D'altronde era troppo difficile da capire per la folla proletaria...
Si poteva parlare di COME cambiare la classe politica attuale, ma d'altronde la classe politica attuale era lì: come facevamo a parlarne? Certo qualcuno ha affermato la necessità di un rinnovo della classe dirigente, senza porsi il problema che non ci può essere rinnovo se la politica continua ad essere appannagio esclusivo degli ultra quarantenni.
I giovani. Ne hanno parlato tutti come se fossimo dei panda, un'animale in via d'estinzione che ha bisogno della loro protezione per sopravvivere.
Qualcuno ha addirittura affermato che i giovani non conoscono il passato, quindi fanno fatica a "capire" le cose. Non me ne voglia nessuno, ma ormai questi bellissimi anni '70 li conosciamo fin troppo bene, dato che il paese intero continua a viverci dentro.
Certo non neghiamo sia vero che per fare politica occorra essere buoni conoscitori della storia di questo paese. Questo è necessario se vogliamo una volta per tutte rielaborare il nostro passsato e iniziare così a costruire un futuro che risponda alle reali esigenze di modernità di gran parte dei cittadini. Cosa che l'attuale classe dirigente non è riuscita a fare fino ad oggi.
Resta tuttavia l' amarezza di fronte all' enorme divario che si è riuscito a creare nel nostro paese, fra le nuove generazioni e quelle dell' attuale classe dirigente.
I valori. Alla fine della serata l'unica cosa chiara è stata la fine delle ideologie dentro il partito: non è chiaro quale sarà la posizione del gruppo in Europa e nemmeno il destino di alcune correnti interne al partito (si legga: fine dei Teoden).
La domanda cruciale che, invece, non ha avuto alcun tipo di risposta e che secondo noi doveva e dovrebbe esssere il vero fulcro del dibattito interno al partito democratico è quale nuova ideologia esprimerà questo partito? Tutti hanno parlato di "riformismo" ma senza qualificarne la direzione nè il senso. E’ davvero tutto così scontato?

di Cristina Verdecchia (GIV forlì)
e Federico Balestra (GIV forlì)

lunedì 12 febbraio 2007

Forlì città di immobiliaristi

Negli anni i quartieri residenziali di Forlì sono cambiati, ma non in meglio.
Le case sono state ammodernate, le strade asfaltate nuovamente, sono stati messi alcuni sensi unici e le grandiose micro-rotonde.
Bene, nessuno si è accorto che mentre succedeva tutto questo si moltiplicavano i micro-condomini.
Come? Beh, le case vecchie sono state ristrutturate e divise su più appartamenti. Dove era possibile sono stati realizzati dei monolocali da affittare o vendere.
Nessuno è stato capace di valutarne l'effetto. Come sempre è mancata la visione generale, Forlì vive di vecchi concetti di costruzione. Ormai è chiara la differenza tra i vecchi condomini ed i nuovi: i vecchi hanno il giardino, i nuovi un passaggio di 80 centimetri tra il cancello e le mura della casa.
L'effetto più immediato è l'aumento del costo degli immobili, 20 volte più alto dell'inflazione.
Le famiglie non possono più avere che un figlio a testa, non c'e' spazio in casa: è un dato emerso da recenti sondaggi.
Il marciapiede nelle piccole strade è diventato un posteggio auto, ed è inutilizzabile. Se poi in una via qualcuno parcheggia il SUV per strada aumentano i disagi.
Mi chiedo: possibile che il comune non se ne sia accorto? Non esiste una politica per dare l'abitabilità alle strutture? Il piano regolatore si occupa di questo?
Beh, il problema è stato risolto, adesso abbiamo tutti davanti e dietro casa un senso unico. Questa è la ricetta comunale al danno subito.
Certo non si pùo impedire a tutti di fare il condominio, ma và comunque regolamentata molto bene questa scelta e và inserita sul piano regolatore l'emergenza auto.
La viabilità è una scienza, c'è chi la studia all'università, alcune grosse aziende hanno addirittura un mobility manager per sostenere il flusso di traffico delle loro aziende, dovrebbe esserci anche in comune o in provincia una figura del genere.
Non è argomento da lasciare a caso. Questa analisi si scontra profondamente con quello che succede ai nostri servizi pubblici, che nonostante la costruzione di nuovi condomini (quindi un'aumento di potenziali clienti) è in perdita, nonostante il regime di monopolio, di 2.5 milioni di euro. Se non usciamo con la testa dagli anni '80 la città cadra nel degrado.

p.s.: Martedì 12 ci sarà il primo incontro provinciale di GIV Forlì-Cesena, grazie all'ingresso di due nuovi ragazzi nel cesenate.
Beh, ovviamente tutto avverrà davanti una pizza!