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martedì 10 luglio 2007

Liberi di... vincere!

Sul forum nazionale abbiamo aperto un'importante discussione sulle differenze tra società aperta e chiusa. Qui sotto uno stralcio del post che riassume un pò il degrado che tutti i giorni dobbiamo subire come giovani in Italia. A cura di Fabio.

"...Alla maturità del '94 mentre gli altri portavano dischetti DOS con qualche programmino C noi avevamo progettato un sistema evoluto multimediale (realizzato tra l'altro con AMIGA, SCALAMM500, ecc) dove presentavamo in forma appunto audio-visiva argomenti dalla filosofia fino ai frattali matematici (molti professori della commissione non capirono neanche gli argomenti).
In Italia non abbiamo mai potuto mai fare niente, ignorati o ostacolati per le nostre capacità che venivano mal viste dai fannulloni di turno che per far sembrare decorose le loro mediocri capacità si circondavano di raccomandati ancora più incapaci di loro.
Dunque io (http://fby.develer.com) sono dovuto andare all'estero per vincere innumerevoli concorsi (danimarca, francia, germania, russia, olanda, norvegia, turchia, svizzera) mentre il mio amico (www.codewiz.org) oggi lavora al MIT in america al progetto dell'ONU denominato OLPC (one laptop per child) creando piccolissimi e-portatili autosufficenti per scolarizzare i bambini in africa.
Molti paesi hanno già abbattuto o ridimensionato radicalmente il sistema delle caste (e derive affini tipo corporativismo, clientelismo, mafia) di cui tu parli, l'Italia sta pagando caro (la diminuzione qualità della vita registrata in questi ultimi 10 anni parla da sola) il fatto di non essersi modernizzata. La vecchia dirigenza (politica, economica, giuridica e culturale) non è adeguata al III millennio ma per pigrizia (spesso interessi) nel non farsi da parte sta affossando la nascita della nuova fresca e necessaria dirigenza, i giovani, il futuro.
Allora a questo punto, pena la l'evoluzione e la sopravvivenza, pena la possibilità per noi di fare nuove sane famiglie, di portare avanti il nostro paese e contribuire al miglioramento della terra, a questo punto è bene se non vogliono andarci da soli a casa che li si mandi noi.."

giovedì 5 luglio 2007

Garibaldi fù ferito... in senato

(da wikipedia)
E' incredibile, in Italia non siamo d'accordo più nemmeno su Garibaldi.
Nè i Leghisti (addirittura in lutto), nè il siciliano Pistorio sono d'accordo sulla sua figura.
E' bello sapere che i Leghisti e i movimenti autonomi per la Sicilia hanno ben due cose in comune: l'odio per Garibaldi ed il sogno di una Sicilia fuori dall'Italia.
Secondo L'ex ministro Castelli tra l'altro "in questa aula le camice rosse vanno di moda"... giusto per segnare un'altro punto nella loro personale lotta contro l'estinto comunismo mondiale, senza capire probabilmente che il rosso di Garibaldi non centra nulla con quello dei più nordici Bolscevichi.
D'altra parte è sempre stato uno scontro di colori, loro le camicie le hanno verdi. In Italia si possono confondere ideali, competenze, parole, opinioni, leggi e parlamentari (che di tanto in tanto si dimenticano chi li ha votati).
Ma guai con i colori!

venerdì 1 giugno 2007

Lucignolo

Volevo porre un secondo l'attenzione di tutti sul servizio girato da Lucignolo sul sito SCUOLAZOO nell'ultima puntata andata in onda.
Nel servizio, come sul sito, è possibile vedere studenti delle scuole superiori farne di ogni: scherzi ai professori, palpeggiamenti, distruzione di materiale scolastico, strip tease.
Alcune immagini sono tra l'altro molto esplicite e non è accertata l'età degli studenti coinvolti, i video inoltre sono visibili su You tube, libero video, ecc...

Personalmente sono abbastanza scandalizzato. Non tanto per la diffusione delle immagini in sè (che francamente non mi fanno ne caldo ne freddo) ma per come sono presentate. Nessun commento per questo degrado, nessuna segnalazione di comportamenti scorretti. Il sito in questione riceve tantissimi video da tutta l'Italia di questo genere, ma nonostante superi la decenza e probabilmente la pedo-pornografia il sito è ancora attivo. Inoltre gli annunciati provvedimenti in merito all'uso dei telefonini in classe del caro ministro Fioroni, dopo che i fatti di Lecce si sono quetati, non hanno avuto alcun seguito. Berlusconi annuncia che non comprerà mai il video della BBC sulla pedofilia di alcuni preti, ma allo stesso tempo le sue televisioni trasmettono materiale pedo-pornografico.
Nessuno ha rilasciato comunicati stampa o altro per condannare la situazione, come se questo degrado possa continuare liberamente. Nessuno dei difensori della famiglia della domenica ha detto qualcosa.
Intanto nella nostra regione i professori hanno fatto più sciopero che lezione, quest'anno, e i commissari esterni per gli esami non ricevono i compensi dovuti da anni.

Un paese senza domani

(foto di Demona)
Pensare al futuro.
Fare nuovi progetti, risolvere dal basso alcune situazioni sociali disastrose, investire sui servizi pubblici e non sulle aziende.
Dare una possibilità a tutti.
L'Italia sta perdendo tutte queste possibilità, lasciate in mano a poche persone "dissociate" da quello che succede intorno a loro.
Spendiamo miliardi per Napoli senza risolvere nessuna situazione, mentre i vigili del fuoco non hanno più mezzi per lavorare.
Speravamo di prendere i campionati di calcio europei, mentre nelle scuole mancano gessi, carta igienica e professori.

Ed intanto si litiga. Ovunque: in televisione, sui giornali, per strada...
I ragazzi si riprendono mentre si drogano, abusano dei coetanei o del loro corpo. Come se non ci fosse nessun domani. O come se nessuno li abbia educati a pensarci.
L'ultimo giorno dell'Italia sulla terra, ma più che dell'Italia degli Italiani.

Qualcuno da lassù parla di "risanamento" o "tesoretto". Ma detto fuori dai denti, a chi interessano queste cose? Ad un napoletano che esce di casa calpestando i rifiuti? Oppure ad un neo-laureato che lavora in un call center?
A chi interessa che la Turco proponga di alzare l'età per fumare sigarette mentre nell'aria di Roma viene calcolato che gira una quantità enorme di cocaina?
La dissociazione della nostra classe politica è tale che questa non si accorge dei problemi della società civile.

Napolitano, dall'alto della sua età, richiama il mondo politico ad un rinnovamento della classe politica. Infatti nascerà il PD.
Nuovo nome, stesse facce.

giovedì 31 maggio 2007

Dichiarazioni dei politici locali sulle elezioni

Su Romagnaoggi c'è un'interessante riassunto di tutte le posizioni dei vari partiti al termine delle elezioni:
- Rosetti (DS): ''E' una sconfitta pesante''
- Castagnoli (Margherita): ''Dobbiamo modernizzare la nostra proposta''
- Francia (Idv): ''La sconfitta serva da trampolino”
- Mambelli (Udeur): “Hanno influito i disaccordi iniziali”
- Valenti (Pdci): “L’Unione ha peccato di autoreferenzialità”
- Pardolesi (Verdi): ''Bisogna rinnovarsi e raggiungere compattezza''
- Ruscelli (Prc): ''Sconfitta figlia della mancanza di dialogo''

mercoledì 30 maggio 2007

Gianfranco Francia sulle elezioni

da romagna oggi:

“La sconfitta del centrosinistra deve servire a spronare un rinnovo interno verso le esigenze attuali”. Così commenta il risultato delle elezioni, un dispiaciuto Gianfranco Francia, dirigente provinciale di Italia dei valori. “C’è stato uno scollamento dei partiti di coalizione con la cittadinanza – continua - ora è necessario rifarsi partecipi delle esigenze di tutta la provincia, per evitare che questo accada in altri Comuni”.

Il segnale è chiaro, come il monito per la politica del centrosinistra, secondo Italia dei valori. “Bisogna verificare se questa è ancora la coalizione che i cittadini hanno votato alle scorse elezioni – aggiunge Francia – facendo maggiore chiarezza fra i partiti e ponendo fine a egemonie e preponderanze. Serve maggiore compattezza”.

martedì 29 maggio 2007

Elezioni: un'analisi andrebbe fatta

Come da altre parti, nella provincia di Forlì-Cesena il centro-sinistra ha perso due appuntamenti alle urne.
Castrocaro e Terra del sole è stata vinta da Francesca Metri, rappresentante del centro-destra pescata pochi mesi fa dopo che nessuno voleva candidarsi nelle fila azzurre.
A Dovadola, dopo l'annunciata vittoria di Giunchedi, vince invece Adamczyck dell'UDC. Mandando a casa proprio l'ex sindaco uscente (rettifico! Era assessore, non sindaco, nella passata amministrazione!).
La situazione paradossale è che ovviamente nessuno accetta questo dato, per cui: la politica locale accusa quella nazionale parlando di "influenza nazionale", mentre quella nazionale parla di questioni locali.
Ma le cose non stanno così. La politica locale è un riflesso di quella nazionale, e se c'è qualcosa in cui ha fallito è nel rapporto con i cittadini e nel saper cogliere le loro esigenze. Per questo motivo abbiamo visto il proliferare delle liste civiche, poi appoggiate dai partiti politici.
Il problema che si pone ora per la sinistra romagnola è: se Castrocaro e Terra del Sole vanno in mano al primo sindaco scelto per disperazione come antagonista a Senzani, nelle altre città cosa succederà? Possono i DS e la Margherita continuare a non dialogare con nessuno (ma soprattutto con i cittadini)?

giovedì 24 maggio 2007

45 poltrone nuove

Durante un giorno storico per la nostra nazione, l'anniversario della strage di Capaci, Prodi a annuncia il "comitato per la nascita del PD".
Il nuovo partito di Prodi, che dovrebbe rappresentare la futura sinistra, parte con 42 cinquantenni in larga parte parte in politica da ormai decenni.
Solo tre sotto i cinquanta con Letta a fare il giovanotto con appena 41. Non si contano gli ultra sessantenni nel mondo della politica da un quarto di secolo.
C'è da domandarsi dove sia l'auspicata partecipazione popolare, ma soprattutto il ricambio generazionale.

Ecco la lista: Giuliano Amato; Mario Barbi; Antonio Bassolino; Pierluigi Bersani; Rosi Bindi; Paola Caporossi; Sergio Cofferati; Massimo D'Alema; Marcello De Cecco; Letizia De Torre; Ottaviano Del Turco; Lamberto Dini; Leonardo Domenici; Vasco Errani; Piero Fassino; Anna Finocchiaro; Giuseppe Fioroni; Marco Follini; Dario Franceschini; Vittoria Franco; Paolo Gentiloni; Donata Gottardi; Rosa Iervolino; Linda Lanzillotta; Gad Lerner; Enrico Letta; Agazio Loiero; Marina Magistrelli; Lella Massari; Wilma Mazzocco; Maurizio Migliavacca; Enrico Morando; Arturo Parisi; Carlo Petrini; Barbara Pollastrini; Romano Prodi; Angelo Rovati; Francesco Rutelli; Luciana Sbarbati; Marina Sereni; Antonello Soro; Renato Soru; Patrizia Toia; Walter Veltroni; Tullia Zevi.

L'occhio risaltano nomi come Marco Follini (eletto con il centro-destra), Angelo Rovati (il defenestrato consigliere di Prodi), Gad Lerner (il giornalista televisivo).
Ma soprattutto coloro che così male stanno amministrando la città di Napoli e le zone limitrofe, l'accoppiata Bassolino e Iervolino.

lunedì 16 aprile 2007

Demos e Cratos

(foto di monkeyatlarge)
«Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto.» (Walt Whitman, Prospettive democratiche)

Il concetto di democrazia, nel nostro paese, sta veramente diventando privo di significato. Leggete questa intervista, non è di Berlusconi ma di Dini.
La Russia sta cercando finalmente di ribellarsi alle angherie del nuovo Zar di tutte le Russie, e chi protesta viene accusato di voler ripristinare il comunismo (all'ex presidente non viene in mente che invece in democrazia si può lottare contro le ingiustizie sociali del sistema senza essere tacciato di "apologia di comunismo"?).
Il comunismo è finito.
Oggi c'è Putin: il campione della democrazia energetica Russa. Il suo governo ha fatto indagare concorrenti, distrutto aziende private rivali, messo a tacere gli oppositori, ucciso giornalisti, compiuto crimini di guerra in Cecenia, chiusa l'ultima emittente TV indipendente, tentato di uccidere l'attuale presidente della Repubblica ucraina e sparso polonio radioattivo per tutta l'Europa.
Parliamoci chiaro, La Russia è uno dei primi partner energetici dell'Italia, per cui i nostri politici non hanno molto interesse a rompere qualche uovo allo Zar.
Inoltre il sistema di repressione russo assomiglia per certi versi a quello italiano. Basta far sparire i nastri delle telecamere e dire che c'è stato un black-out per poi mandare la celere.
Per fortuna c'è ancora chi ha voglia di ridere.

venerdì 13 aprile 2007

China Revolution

(foto di enet)
Ieri a Milano è scoppiato, come poteva accadere in tante altre città del nord e del centro, il caso "cinese".
Poteva essere il caso "nigeriano", "senegalese" o "marocchino". Anche "rumeno", "polacco" o "albanese".
Ma è capitato proprio ai cinesi, quelli che entrano illegalmente nel nostro paese per lavorare fino a 16 ore al giorno davanti una macchina da cucire. Senza ribellarsi.
Quella cinese, notoriamente, è una delle comunità più chiusa in se stessa.
Nonostante questo ieri è esplosa.
Inutile indagare nello specifico dell'episodio, per quello esiste la magistratura. E solo la goccia che fa traboccare il vaso.
Sono diverse le città nelle stesse condizioni di Milano. Gli ingredienti base sono: capoluoghi o centri industriali, costo degli immobili più basso in certe zone della città (spesso già in degrado), insediamento di forti comunità straniere, nessun controllo o gestione delle licenze commerciali da parte degli enti preposti.
Mettiamoci nei panni di uno straniero: qual'è il posto dove si può sentire più a suo agio se non con i suoi connazionali? Ed allora assistiamo, praticamente impotenti, alla "auto-ghettizzazione" da parte delle comunità straniere.
Nei nostri panni invece: purtroppo, quanta gente si sente "insicura" a passare da certe zone della città ormai trasformati in ghetti?
Partiamo allora con un tavolo di confronto invitandoli a costituirsi in comitati, diamogli dei punti di riferimento anche fuori dalle loro comunità e cerchiamo di amalgamarci evitando appunto la creazione di ghetti in alcune aree delle città. L'amministrazione locale ha tante responsabilità nella risoluzione di questi problemi, che sia la Milano dei Moratti o la Forlì della Masini i primi a doversi rendere conto di una situazione che si fa esplosiva sono loro.

martedì 27 marzo 2007

Ancora nei bellissimi anni '70

(Lama Luciano (CGIL), durante la contestazione del '77 all'Università di Roma)

E' bello vedere che gli ultimi 30 anni hanno cambiato globalmente tutta l'Europa. Proprio in questi giorni di celebrazione possiamo vedere quanta strada abbia fatto il nostro continente: ha investito sulla ricerca, studiato i cambiamenti sociali, adottato nuovi sistemi di produzione ed adottato politiche rigorose su una moltitudine di temi.
Vedere che invece gli studenti a Roma e Firenze attaccano ancora i politici nella stessa modalità degli anni '70 fa riflettere. E fa anche male al fegato.
Non è cambiato nulla: se negli altri paesi c'è stato un ricambio generazionale politico ed industriale, in Italia ci sono le stesse persone che fanno il buono e cattivo tempo in quasi tutti i settori. Penso che il retaggio "destra-sinistra" ormai sia l'unico strumento in mano alla classe politica nostrana per mantenere il suo potere, anche se le scelte che fanno in entrambi gli schieramenti sono quasi fotocopie (non sempre, ma spesso e volentieri).
Per cui: Bertinotti viene criticato per gli impegni internazionali presi, a Roma, mentre D'Alema viene criticato per il poco impegno internazionale, a Firenze.
Non c'e' più senno. Non solo questa classe dirigente non è più in grado di governare, ma nemmeno comunicare sembra diventare così semplice.
Siamo ancora fermi agli anni '70, prima o poi l'Italia dovrebbe riprendere in mano la propria vita.


venerdì 23 marzo 2007

Italia 1 Afghanistan -7

Qualche giorno fa finiva l'avventura di Mastrogiacomo, da giorni nelle mani dei talebani.
Per la sua liberazione, dalle notizie che riportano i giornali, sono stati utilizzati "nuovi intermediari".
Emergency si è rivelata estremamente utile per risolvere la situazione, ma...
La faccenda lascia sul campo molte perplessità, a partire proprio dalla gestione del rilascio.
La prima cosa che stupisce è proprio nel fatto che sembra che i servizi non abbiano potuto partecipare alla mediazione. Come? Ma non è il loro lavoro?
Perchè la trattativa non è stata portata avanti da professionisti? Le conseguenze si possono vedere ad occhio nudo.
Il governo afghano ha concesso la liberazione di cinque talebani. E difficile entrare nel merito, ma visto che i compagni ne hanno chiesto la liberazione è probabile che siano dei leader del movimento.
Un'altra conseguenza è l'umiliazione, come esplicitato da Di Pietro, ricevuta da tutti gli alleati.

Un'altro aspetto non meno importante riguarda i due cittadini Afghani che in questo momento mancano all'appello: Ajmal Naqeshbandi (il traduttore, anche lui giornalista) e Rahmatullah Hanefi (capo del personale dell'ospedale).
Il nostro governo a chi farà seguire le trattative questa volta? Perchè la loro sorte non interessa al nostro governo che dice "Per noi la priorità è salvare vite umane" (mettendo a rischio però gli afghani)?
Una volta di più: o cominciamo a smettere di disperarci se qualcuno prende dei rischi nel suo lavoro oppure torniamo a casa. Soldati, cooperanti e giornalisti; tutti, compresi i turisti.
Non possiamo sempre essere esposti al ricatto.

p.s.: Abbiamo i calendari GIV, un po' in ritardo ma sono arrivati, per averlo basta contattarci!

giovedì 15 marzo 2007

Impiccalo più in alto

In Italia siamo riusciti nella trasformazione del giornalismo. Il giornalista per l'uomo di strada non è altro che un'uomo o una donna che "ascolta", "indaga" e "riferisce" le notizie. Ora è evoluto questo concetto. Il giornalista è colui che "inventa", "bisbiglia" e "annuncia".
Ieri notte un'uomo è finito all'ospedale mentre Belpietro "bisbigliava" per poi "annunciare" le informazioni sul suo giornale. "Bisbigli" supportarti da cosa? Sembra assolutamente nulla: nel senso che il nome di Sircana non era stato fatto e le fotografie sembrano non esistere.
Poi arriva la "Velina Rossa" di D'alema (un giornaletto parlamentare o qualcosa si simile) che dichiara: " “Riteniamo l’onorevole Sircana una persona retta, ma di fronte a determinate accuse non può che compiere un atto dovuto: rassegnare subito le dimissioni da portavoce.”
Analizziamo le parole: di fronte a determinate accuse.
C'e' dolo in quello che Sircana ha ipoteticamente fatto? Il fotografo dice è sceso dalla sua auto per poi rientrare subito.
Allora è una questione morale? Probabile, come è probabile che allora 25 condannati siano moralmente colpevoli di stare in parlamento nonostante condannati in via definitiva.
E Baffino? Baffino nel 1985 ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D'Alema era all’epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D'Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi.
L'episodio è stato ammesso dallo stesso D'Alema quando il reato era destinato a cadere in prescrizione. (fonte: wikipedia).
Non dovrebbe allora dimettersi perchè "persona retta, ma di fronte a determinate accuse non può che compiere un atto dovuto"?

Un'atto dovuto che dovrebbero fare in tanti e che invece vogliono da Sircana. Ed intanto i giornalisti tra loro "bisbigliano" - Impiccalo più in alto!

martedì 6 marzo 2007

Abbandonare la nave?

(Un cafè a Parigi, da noi non si può più tenere i tavolini come nella foto - foto di Francesco Santo)
Negli ultimi giorni nel centro storico di Forlì sono successi alcuni avvenimenti che possono lasciare interdetti.
La scorsa settimana il Mega (piccolo centro commerciale di corso della Repubblica) aveva lanciato l'idea agli altri esercenti del centro di associarsi fra loro, in modo da essere più competitivi e ridurre le spese di gestione. Un po' quello che può essere l'ultima difesa all'Iper che sta nascendo vicino all'autostrada.
Nonostante il rischio concreto di essere messi fuori mercato dal "mostro di cemento", gli imprenditori del centro hanno già liquidato la proposta. I vecchi rancori di una vita con il negoziante vicino sono evidentemente più importanti, in un'ipotetica scala di priorità, al riuscire a tenere aperto il negozio.
Questo dovrebbe fare riflettere molto chi va parlando da ormai tre anni di riqualificazione del centro.
Altra notizia è quella che vuole la tazza d'oro e lo zelig, due locali della piazza, multati di 1000 euro per i tavolini e le sedie che sono fino ad oggi rimasti ad allietare i pomeriggi della piazza gli anni passati. Una legge comunale ora impedisce, o rende impossibile, la loro presenza. La pizzeria sole, per rispettare le regole, ha dovuto eliminare le sedie ma ora può mantenere i tavolini.
Ci si può appoggiare ma non sedere.
La norma attuale prevede che l'occupazione del suolo pubblico deve essere la metà dei metri quadri dell'esercizio interno, quindi i locali microscopici che aspettano l'estate per guadagnare qualcosa rimangono a bocca asciutta. Inoltre l'Ausl prevede che ci siano doppi servizi per i locali che occupano suolo pubblico. Tutto ciò in edifici storici, dove non si può cambiare nemmeno una lampadina senza l'autorizzazione, rendendo impossibile la costruzione.
Un giovane commerciante come può decidere di investire in un posto simile? Come si può parlare di riqualificazione quando, purtroppo, si sta giocando una guerra dei nervi tra parti che sulla carta non esistono?

venerdì 2 marzo 2007

I fascismi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/02/lucca.shtml

Durante la scorsa legislatura Pisanù, allora ministro degli interni, denunciava all'avvicinamento di gruppi eversivi o di estrema destra all'interno degli ultra delle squadre di calcio. E' un fenomeno purtroppo che si va diffondendo in tutta l'Europa.
Gli ultimi episodi in Italia, a cominciare dalla morte di Raciti, sono già pressoché storia passata. Gli stadi sono già quasi tutti aperti e gli scontri non si sono mai fermati.
Inoltre vari elementi di forza nuova sono stati individuati, come già a Catania, anche a Lucca, dove sull'articolo di repubblica si parla senza giri di parole di "squadracce".
Non è chiaro cosa stia facendo la magistratura e la politica riguardo a questo. Siamo di fronte ad un bivio: vogliamo davvero lasciare che la formazione di questi gruppi (destra o sinistra) proceda, come abbiamo fatto per brigate rosse o prima linea?
Un'altro punto che prima o poi la politica si troverà a dover affrontare è lo scontro sociale che da 50 anni portiamo come zavorra: la partita tra vecchi e nuovi fascisti e comunisti.
Nessuna delle due categorie ha probabilmente la necessità di essere portata avanti per altri 50 anni. Nonostante questo la partita di calcio visibile dalla tribuna parlamentare continua ad incentivare questo scontro, che non fà altro che continuare nel logoramento del nostro paese.

lunedì 26 febbraio 2007

Blocco del Traffico

Ieri a Forlì, come in tante altre città italiane, c'è stato il blocco del traffico.
Vediamo com'è andata.
La mattina, prima delle 10, i forlivesi hanno preferito prendersela comoda, tanto che ne auto ne tantomeno biciclette erano presenti per la strada. Il servizio pubblico anche in questa occasione, purtroppo, non è stato potenziato e la media di passaggi per zona è rimasta un tram all'ora.
Qualcuno, incurante dell'ordinanza, era comunque per strada con la sua auto spesso non Euro 4 o senza filtro anti-particolato. Senza distinzione tra giovani, vecchi, uomini e donne, con auto piccola o SUV. Non esiste una vera mappa a questa violazione, esistono solo persone maleducate e non.
Intanto durante la mattina non si registra la presenza di polizia municipale.
Sonole tre del pomeriggio, le vie di comunicazione principali si fanno un tantino più affollate. Ci sono già parecchie auto ferme ai semafori e probabilmente si è sparsa la voce: la municipale è a casa a godersi la domenica. Il blocco regge, ci sono tantissimi "volenterosi" che non hanno ancora toccato l'auto.
Alle 16 inizia il crollo.
Le auto in circolazione per le strade sono tante, ancora non si registra la presenza di polizia, e i cittadini "volenterosi" diventano "intolleranti" rispetto ad un'ordinanza che nessuno ha deciso di controllare. In coscienza i cittadini decidono se prendere l'auto o meno, non è nemmeno più un discorso di morale dato che sembra una presa in giro.

Qualche riflessione sul blocco bisogna farla.
La prima è sull'incapacità in Italia, e di riflesso su Forlì, di imporsi per far rispettare la legge e le regole di buon senso. Non siamo portati per la materia forse, o più probabilmente è un'indole che abbiamo per semplificare tutto senza renderci conto degli errori. Come direbbe Grillo "siamo in leggera controtendenza" rispetto agli altri paesi europei, che per vivere meglio tutti quanti si complicano la vita in certe cose.
La seconda è sul progressivo livello di tolleranza per chiunque non rispetti la legge. Piano piano questo livello diventa sempre più alto, riusciamo a giustificare noi stessi e gli altri, diffamiamo chi ci obbliga a rispettare la legge o chi ci multa, prima o poi aiuteremo a scappare dai vigili altri criminali guidatori. Anzi, in parte è già così.
E' l'origine del degrado che si fà sempre più vicino e nonostante potremmo benissimo fermarlo non facciamo altro che incentivarlo.

Di conseguenza.
Il blocco del traffico probabilmente, per quello che è durato, è riuscito a limitare i PM10 almeno per buona parte della giornata. Si stava proprio bene ieri effettivamente, personalmente ho potuto "addirittura" tenere le finestre aperte.
Sul livello di civiltà invece come ha influito? Per me è stata molto dannosa, ma non ci accorgeremo presto se effettivamente è stato così. Potremo fare il confronto solo tra qualche anno mentre i nostri figli cresceranno e devranno decidere, sempre per propria coscienza, se rispettare la legge o meno.

giovedì 22 febbraio 2007

Partito democratico: forum a Forlì-Cesena

Lunedì 21 Febbario alle ore 20.30 con un forum cittadino si è dato avvio al percorso che dovrebbe portare alla costituzione del partito democratico.
L'iniziativa ha coinvolto 30 comuni della provincia di Forlì-Cesena per un totale di 2000 persone circa.
Qualche impressione e commento sulla serata.
Appena entrati nella sala della fiera di Forlì abbiamo constatato che i pensieri avuti a casa erano giusti: tra capelli d'argento e calvizia senile su 500 persone ci saranno stati appena 40 persone sotto i 40 anni, non parliamo sotto i 25 perchè il dato è esilarante. Eravamo preparati a questo, non siano rimasti demoralizzati.
L'incontro, dopo aver sentito Guccini allo sfinimento, è iniziato con quello che qualcuno ha definito "la benedizione di Prodi e di Fassino", niente di che.
Prodi ha esordito con il solito - "care amiche e cari amici", per poi fare bonariamente il ben noto discorso sullo stare assieme. Dalle sue parole appare chiaro che il partito democratico nasce dalla unione già collaudata fra Margerita e Ds, però si apre anche ad altri partiti.
Cosa avrà mai voluto dire? é un invito a partecipare attivamente ad un progetto o piuttosto ci viene concesso di salire su un treno già partito di cui solo loro hanno deciso la destinazione e le tappe?
Fassino declama quanto abbia fatto e stia facendo il governo per il paese, nonostante Berlusconi, ma si dimentica di parlare del partito democratico correggendosi solo verso la fine quando accenna alla necessità di una leadership forte.
A questo punto il "forum" parte con una piccola introduzione di Mingozzi (Margherita) che deve intervenire al posto del sindaco di Forlì Nadia Masini, momentaneamente occupata nel consiglio comunale.
I primi interventi sono programmati, così parlano le associazioni ed i segretari di partito. Nessuno parla del partito democratito se non per sottolineare quanto valida sia l' idea di dare al paese un nuovo soggetto politico che sappia rispondere alla aspettative dei cittadini. Si parla invece molto di programma, di liberalizzazioni, qualcuno paragona il nuovo partito democratico a quello già esistente negli Stati Uniti e qualcuno si arrabbia per l'accostamento, si accena alla legge elettorale ed infine alla privatizzazione delle controllate del comune. Si svicola, tuttavia, in merito alla questione di definire una carta di valori che sappia creare una sintesi fra l' anima socialista e quella democristiana dei partiti attuali.
Poi finalmente tocca al "Segretario della federazione dei di DS di Forlì", Rosetti. Contento del risultato ottenuto come primo incontro (più di 500 persone) ringrazia tutti i partecipanti del suo partito e degli altri partiti dell'Unione presenti, nonchè le associazioni; quindi cita verdi, repubblicani europei, acli eccetera. L' IDV non viene menzionata.
Lasciamo ad ognuno trarre le proprie conclusioni.
Intanto ci ha raggiunto il sindaco e sono ormai terminati gli interventi programmati, così arriva anche per la platea il momento di esprimersi, in fondo doveva trattarsi di un forum cittadino non di un metting fra partiti ed associazioni.
Partono gli interventi: qualcuno parla ancora di programma, qualcuno afferma che il socialismo non è morto, qualcun altro sostiene che la via è quella liberale, qualcuno non capisce perchè le bellissime cose dette fino a quel momento non possano essere realizzate dal governo attuale e ci sia la necessità invece di fare un nuovo soggetto politico che le realizzi.
Già, il punto è proprio questo: perchè fare un nuovo partito? Per battere la destra alle prossime elezioni? Per avere un programma più vicino alle esigenze dell 'elettorato ( ma non c' era già stata la fabbrica del programma?)? Oppure perchè la gran parte degli elettori non può più essere incasellata in ideologie che appartengono al passato del nostro paese: destra e sinistra esistono più in Italia? Ovviamente nessuno coglie lo stimolo ad indirizzare il dibattito su un livello più intellettuale.
Così la giostra ricomincia: c'è chi si rallegra per la presenza in platea di così tanti giovani (noi e gli altri due giovani sotto i trenta ci voltiamo a destra ed a sinistra per capire dove si siano nascosti i nostri coetanei, ma sono le teste degli "anta" a dominare la platea) poi la confusione aumenta e sono gli ultra-sessantenni che schiamazzano sull'uscio.
Ci sono un paio di ottimi interventi che soprattutto inquadrano alcuni punti critici nel forum: la mancanza dei giovani in politica, la classe politica ormai troppo consumata e l'adeguatezza o meno di partire dall'alto per relizzare questo nuovo partito anzichè dalla base. Inoltre s’inquadra definitivamente il passaggio della sinistra riformista dal socialismo al liberalismo.
L' On. Sandro Gozi uno degli uomini di Prodi che si occupa di immigrazione, è fra gli ultimi ad entrare nel dibattito. Da dentro il governo ci rassicura che sia la legge sul conflitto d’interessi che quella sulla legge elettorale si faranno, poi si corregge dicendo "O almeno stiamo spingendo su questa direzione".
Gli interventi sono finiti, la parola torna alla Masini. Non dice nulla, ricorda in maniera velata a chi è salito sul palco per criticare “il” partito che avrebbe dovuto pensare meglio a quel che diceva. Constatiamo ancora una volta quanto a questa classe politica sfugga il concetto di Democrazia.
Un ultimo discorso di commiato dei DS e poi tutti a casa.
Solo alcune considerazioni finali.
Il forum. Si è parlato di vari aspetti che possono servire per scrivere un programma (ovviamente molto vicino a quello dell'unione). A cosa può servire una cosa del genere? Beh, per noi a poco.
Si poteva parlare di come unire le due anime della sinistra (socialista e cristiano-democratica) ma non è stato fatto. D'altronde era troppo difficile da capire per la folla proletaria...
Si poteva parlare di COME cambiare la classe politica attuale, ma d'altronde la classe politica attuale era lì: come facevamo a parlarne? Certo qualcuno ha affermato la necessità di un rinnovo della classe dirigente, senza porsi il problema che non ci può essere rinnovo se la politica continua ad essere appannagio esclusivo degli ultra quarantenni.
I giovani. Ne hanno parlato tutti come se fossimo dei panda, un'animale in via d'estinzione che ha bisogno della loro protezione per sopravvivere.
Qualcuno ha addirittura affermato che i giovani non conoscono il passato, quindi fanno fatica a "capire" le cose. Non me ne voglia nessuno, ma ormai questi bellissimi anni '70 li conosciamo fin troppo bene, dato che il paese intero continua a viverci dentro.
Certo non neghiamo sia vero che per fare politica occorra essere buoni conoscitori della storia di questo paese. Questo è necessario se vogliamo una volta per tutte rielaborare il nostro passsato e iniziare così a costruire un futuro che risponda alle reali esigenze di modernità di gran parte dei cittadini. Cosa che l'attuale classe dirigente non è riuscita a fare fino ad oggi.
Resta tuttavia l' amarezza di fronte all' enorme divario che si è riuscito a creare nel nostro paese, fra le nuove generazioni e quelle dell' attuale classe dirigente.
I valori. Alla fine della serata l'unica cosa chiara è stata la fine delle ideologie dentro il partito: non è chiaro quale sarà la posizione del gruppo in Europa e nemmeno il destino di alcune correnti interne al partito (si legga: fine dei Teoden).
La domanda cruciale che, invece, non ha avuto alcun tipo di risposta e che secondo noi doveva e dovrebbe esssere il vero fulcro del dibattito interno al partito democratico è quale nuova ideologia esprimerà questo partito? Tutti hanno parlato di "riformismo" ma senza qualificarne la direzione nè il senso. E’ davvero tutto così scontato?

di Cristina Verdecchia (GIV forlì)
e Federico Balestra (GIV forlì)

martedì 13 febbraio 2007

DICO la mia

La storia delle unioni di fatto in Europa è molto lunga, i primi sono stati i Danesi nel 1989 come apri pista. In seguito, negli anni '90, un po' tutti i paesi europei hanno legiferato in materia con leggi che permettono l'unione omosessuale o i patti di convivenza.
Gli ultimi paesi, tolta l'Italia, rimasti senza una legge specifica rimangono l'Austria e la Polonia. Siamo gli ultimi ed il rischio è che lo resteremo per molto.
Ora Ruini ha dichiarato che emetterà una dichiarazione unica sull'argomento DICO per tutti i cattolici, purtroppo questo avrà ripercussioni pesanti sulla vita politica Italiana che rimane influenzata dal cardinale molto più che gli Italiani. Avevamo già i Teocon di destra, ora ci sono i Teoden di sinistra. Sono quelli del grande centro estremista.
D'altra parte, tutt'oggi, gli ex-democristiani sono praticamente in tutti i partiti politici da destra a sinistra. Un blob che rischia in tutti i momenti di far saltare tutto. Con buona pace di Garibaldi, che nemmeno sulla sua tomba voleva un prete a parlare di lui. Ma Garibaldi non c'è più, per contrastare la sfera d'influenza politica del Vaticano ci troviamo Bertinotti: quello che mentre dormiva sulla sua poltrona a Montecitorio si è destato per un secondo per dire "no alla base di Vicenza", e poi si è riaddormentato pensando a Lenin.
L'altra politica non c'è, hanno lasciato tutto nelle mani della Bindi e della Pollastrini: infangatevi voi che ci tenete tanto. Intanto qualcuno si imbosca aspettando che tutto si calmi e che la legge non passi, in questo modo la loro finta figura di uomini un po' cristiani ed un po' rivoluzionari sarà salva.
Siamo in paese libero, per cui chiunque può dire la sua, Il cardinale può parlare come ritiene opportuno. Quello che non dovrebbe fare però è il ricatto ai politici, al pari di associazioni (a delinquere e non) o società sportive (vedi seria A).

martedì 30 gennaio 2007

Delle Liberalizzazioni...

Non è molto simpatico constatare quando lo scontro ideologico in Italia sia perverso.
Un recente sondaggio di Repubblica sulle liberalizzazioni dimostra la reale portata del consenso che hanno raggiunto, nonostante l'opposizione (ma è il suo lavoro in un paese democratico) e la stampa (e qui invece qualche dubbio può venire) continui con lo scontro.
Basato su cosa? Questo è incomprensibile.
I cinque anni del trascorso governo di centro-destra, orientato secondo i propri leader come "liberal" (mai parola fu usata in maniera più subdola, Forza Italia non è liberale ma liberista), si è dimostrato estremamente più conservatore dei primi mesi di governo Prodi.
E' vero, mancano alcune riforme importanti come la liberalizzazione del mercato dei servizi, l'energia, gli studi professionali ed i trasporti. Ma ci sono ancora più di quattro anni di governo e non è detto che qualcuna di queste non sia in programma. Nessun governo ha modificato tanto il mercato come quello attuale.
E qui s’inserisce un articolo uscito da poco nella nostrana "La Voce" che parla di: correzioni, mancanze, raccomandazioni (ma dove eravate un anno fa?).
E punta sulla liberalizzazione del mercato dell'acqua, escluso dal programma del centro-sinistra perchè diritto inalienabile del cittadino come l'aria.
Come chiedere all'UDC di riconoscere i matrimoni gay.