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lunedì 16 luglio 2007

Le primarie, quelle vere


(foto di stijn v.)

I nostri politici spesso parlano di:"seguire l'esempio americano", per i più svariati motivi. Spesso quando questo esempio serve per giustificare quello che fanno, o peggio hanno fatto.
Molto meno spesso approfondiscono il funzionamento dei vari meccanismi di garanzia d'oltre oceano, parleremo prima o poi del fisco per esempio.
Parlano di Kennedy, ma non del sistema che ha reso possibile la sua candidatura.


Mentre invece gli Stati Uniti hanno un meccanismo talmente corretto di scegliere il candidato da far paura a tutte le democrazie europee, che comunque sono veramente molto più avanti del nostro paese.



Quindi abbiamo i due contendenti principali nel partito democratico che si sfidano a suon di pubblicità elettorale, conferenze e denaro raccolto.
Denaro raccolto, per esempio, via web. I dati sono incredibili: sui 58 milioni di dollari Obama ne ha raccolti ben 17,2 su internet, mentre Hillary nelle ultime 36 ore ha raccolto sempre nella rete 600 mila dollari (dati raccolti sul corriere della sera ).

La cosa che deve far riflettere è che i due democratici competono nel vero senso del termine: devono dire la loro su vari argomenti (economia, guerra, diritti civili e sociali, sanità), presentare il loro programma, affrontarsi verbalmente e senza troppo riguardo.


E rispondere alle domande caustiche dei giornalisti. Libertà totale da parte di questi ultimi nello schiaffeggiare i candidati.
Inoltre i candidati verranno messi a nudo davanti alla nazione, ogni più piccola azione verrà valutata e giudicata. Vecchi reati o provvedimenti contro di loro, o addirittura come hanno votato sui temi scottanti.
La differenza con L'italia è notevole se pensiamo a quello che è successo nel partito democratico, in cui uno per volta tutti i validi candidati (vedi Bersani) si sono fatti da parte per lasciare spazio a Walter. Stesso discorso per la casa della libertà, che non può fare a meno di rivotare nuovamente Berlusconi.
Il tutto senza che i giornalisti facciano in nessun modo pesare questi concetti, ma limitandosi a farci sentire le vaghe dichiarazioni dei politici nel "panino" del telegiornale.

I soldi di Obama arrivano via web, e nel 90% dei casi i versamenti sono superiori ai 100$. Chi sarebbe disposto a farlo invece in Italia? Giusto le aziende che ne traerebbero vantaggio. Invece Obama trova i fondi anche nella gente comune, senza i rimborsi elettorali che riceveranno invece comunque i partiti che si presenteranno in Italia, alle prossime elezioni come alle precedenti.


E qui cade il punto: Obama o Hillary saranno i candidati dei cittadini.
Walter invece?

lunedì 2 luglio 2007

Caro Walter

Ritrasmettiamo una missiva di Luca Assirelli (Consigliere Nazionale Giovani IDV)

"Caro Walter,Mentre, Mercoledi, eri alle prese con l'apoteosi della tua carriera politica, vedevo, qui in Gran Bretagna, un Tg sulla BBC One (non so se anche tu le hai viste queste immagini... ma penso di no perche' eri molto occupato) dove c'era un signore, piu o meno tuo coetaneo, che era alle prese con una valigia marrone, di notevoli dimensioni, e, di corsa e un po' sudaticcio con cravatta al vento e un familiare che lo aiutava, completamente da solo con la moglie e i figli, si affrettava a prendere un treno che stava per partire.
Questo treno, da li' a poco, lo avrebbe riportato a casa, qualche centinaio di miglia da Londra dove, sempre questo signore, aveva trascorso i suoi ultimi dieci anni di vita. Questo signore, la cui eta' e' tradita solo dal biancore dei pochi capelli rimasti, e' passato quasi inosservato nella affollata stazione ferroviaria. In fondo era come tutti i presenti. Un semplice cittadino che prendeva un treno.

Mi dirai, cosa c'entra questo signore con te?

Con te non c'entra molto, almeno per il momento, ma delle cose in comune con te ce le ha. Questo individuo, intento a svolgere una attivita' normale, negli ultimi dieci anni e' stato l'uomo piu' potente del mondo, insieme al suo pari grado negli USA. Gia', era proprio lui. Tony. Non aveva scorta, non aveva macchine blu e per tornare a casa sua ha preso un semplice treno, in una stazione affollatissima, dove l'unico pericolo per lui era di perdere il treno. Qualche ora prima, era stato nella famosa House of Commons (Il Parlamento Inglese) dove, rispettosamente, dopo aver salutato Sua Maesta', era andato a salutare i suoi ormai ex colleghi parlamentari che, tutti e dico TUTTI, anche dopo anni difficili, di battaglie dure e di contrapposizioni anche velenose, lo hanno salutato in piedi e con un applauso infinito. Del resto, qui' in Gran Bretagna, quella di lasciare la carica occupata dopo due legislature, non e' una novita' e non importa che carica si occupi. Se hai fatto poi il Primo Ministro, significa che e' la giusta e premiata fine della tua carriera politica (perche' non puoi essere eletto Re o Regina...).
Mentre tu parlavi, parlavi e parlavi ancora, con invidiabile bravura e moderazione, frutto di un ben studiato copione, di nulla (perche' di nulla hai parlato), sapendo benissimo che dovrai fare presto i conti con i tuoi amici che ti useranno per nascondere la loro impresentabilita' e il disprezzo che milioni di cittadini Italiani provano per loro e ai quali dovrai rendere conto, accontentando le loro esigenze che conosciamo da decenni, Tony dava una lezione di civilta' a tutto il mondo ma sopratutto ai meschini politici Italiani che per il potere venderebbero le loro madri. Tony ha molti piu' nemici di Massimo, di Silvio, di Clemente e di tutti gli altri tuoi amici e molti piu' di te ma mentre voi spendete milioni di Euro per le vostre scorte, macchine, benefici, stipendi, pensioni, Tony si e' preso il suo stipendio di un anno da Primo Ministro (ripeto, piu' potente del mondo) di Sterline 150.000 (circa Euro 220.000), ha preso la SUA macchina, vi ha caricato la sua famiglia, ha pagato il biglietto di un treno e insieme ad altri normali cittadini, se ne e' tornato a casa sua, senza scorta e senza leccapiedi a fargli da balia. Propri come in Italia vero?

Caro Walter, visto che vi riempite spesso la bocca di Inglesi e Americani, di democrazia, di civilta': Questa di Tony e degli Inglesi, e' civilta'.
La civilta' e' anche avere le palle democratiche (scusami il termine) di non scegliere candidati a tavolino e fare congressi di partito pre-confezionati, dove i delegati votano quello che volete voi. Scusa...hai ragione...in Italia nemmeno i candidati normali li scelgono i cittadini. Certo questa legge l'ha fatta Silvio ma tu e i tuoi amici ancora non avete fatto nulla per cambiarla e, all'epoca, non avete portato un milione di cittadini in piazza, come per altre cose che facevano comodo solo a voi. La civilta' e' anche e sopratutto capire quando e' ora di lasciare spazio al nuovo e tu, scusami, non sei il nuovo. Sei solo una faccia che molti, mediaticamente, credono diversa (a parte i Romani) ma che da quasi 40 anni vive di politica. Della stessa politica che ha ridotto l'Italia al punto in cui e'. La prova di questo? Hai detto che il Governo attuale e' ottimo e che va' appoggiato senza remore. Come vedi, hai gia' cominciato a pagare il tuo tributo a chi a perpetrato l'ennesimo colpo di mano ai danni di milioni di cittadini e a vantaggio del loro esclusivo tornaconto.

Un saluto doveroso al civile Tony e un augurio a te di vita lunga e piena di soddisfazioni, anche se dipenderanno molto dai soliti noti."

Inutile dire che condividiamo al 100% il testo di Luca. Un peccato che possiamo solo annusare il senso di libertà del paese della Magna Carta.

venerdì 22 giugno 2007

iMille

"Questo è il sito di quelli che sul Partito Democratico hanno due opinioni in conflitto. La prima è che possa diventare un rivoluzionario meccanismo di cambiamento e rinnovamento della politica e della società italiane, avvilite da anni di pigrizie, egoismi e scarsa lungimiranza. La seconda è che rischi già di diventare invece ciò da cui si dovrebbe emancipare: la riproduzione di un sistema di autoconservazione di un establishment che ha avuto dei meriti e delle intelligenze, ma che ha smesso di trarne frutto da un pezzo.
Questo è il sito di quelli che non si sono ancora rassegnati a far prevalere la seconda opinione." [testo integrale]

Questo è uno stralcio di uno dei post del blog iMille, uno dei movimenti che prende forma per ringiovanire il partito democratico. Ne fanno parte, tra gli altri, Ivan Scalfarotto (Libertà e Giustizia) e Mario Adinolfi (Generazione U). Cioè due dei più importanti Blogger Italiani.

Grazie per la segnalazione di Dr.KlaG.

lunedì 4 giugno 2007

Caro Romano,

Repubblica:"A me il posto non l'ha lasciato nessuno, ho fatto le primarie, ho lottato e me lo sono preso", ha detto Prodi a Radio24 replicando al fatto che nel Comitato dei 45 non ci sia nemmeno un under 40. Il premier ha aggiunto che "non si è mai sentito che qualcuno lascia il posto, ma non solo in politica, anche in economia. Se ci sono giovani in gamba il posto se lo prendono". Prodi ha proseguito facendo notare che c'è una certa mancanza di iniziativa e volontà da parte dei giovani: "Io mi auguro che ci sia una nuova generazione, ma non vedo nessuno che si fa avanti". Altro discorso, invece, per le donne, "lì c'è davvero un patto ad escludendum, per i giovani no". E, sottolineando che non c'è nessuna lotta 'giovani-vecchi', il premier ha ribadito che la politica è anche "lotta, selezione e fatica". Al riguardo fa l'esempio di Martin Luther King: "Nessuno gli ha detto di fare il famoso discorso in cui disse 'I have a dream', ma si fece avanti lui, da solo".

Caro Presidente Romano Prodi,sono un ragazzo di 28 anni ed abito a Forlì, sono sposato e aspetto con mia moglie un bambino. Sono diplomato.
Nonostante tutto, per me, non è stato difficile trovare un lavoro. Per mia moglie invece, dato che per primo lei fa questa distinzione tra uomini e donne, no.
Ha studiato medicina prendendo il massimo dei voti a Bologna. Città che lei conosce molto bene, o almeno dovrebbe, e come dovrebbe sapere per uomini o donne non c'è differenza per trovare lavoro: la differenza la fa chi ti presenta.
Quando parla dei giovani dovrebbe almeno rendersi conto di quello di cui parla. Non tanto perché ha insegnato proprio a Bologna, ma perché lei fa parte proprio dal sistema che ha creato questa "nuova nobiltà", che parte dalla classe politica per finire in tutti gli altri campi: avvocati, giornalisti, magistrati, medici, e chi più ne ha più ne metta. Anche i tassisti, infatti, si lamentano che qualcun'altro possa fare il loro lavoro.
Questo lei non può saperlo, alla mia età lei era già assistente di Andreatta all'università. Adesso l'assistente a 28 anni lo possono fare solo i figli dei professori o dei dottori, e parlo di Bologna. Gli altri devono aspettare che i docenti gli concedano la grazia, oppure emigrare all'estero; che forse è la scelta migliore.
Chi raggiunge il posto brucia tutto quello che ha intorno, lei ne è un'esempio di un certo livello: prima propone il partito democratico, poi molto democraticamente decide da solo di esserne il leader. Ma il partito democratico americano non era il vostro esempio? L'america si segue solo quando interessa, ed è un peccato.
I giovani non si fanno avanti perché la vostra generazione ha tagliato i ponti, ci vuole del tempo per ricostruire tutto quello che avete distrutto con l'arroganza che avete dimostrato.
La sua figura evoca proprio quello che la vostra generazione ha creato: un nuovo sistema a "caste" degno di alcuni paesi orientali, sistema che altri paesi cercano di abbandonare in questi anni.
E' dal 1978 che in qualche modo lei è a Roma, io non ero nemmeno nato. Data la sua capacità e quella dei suoi colleghi di amministrare questo paese, data la vostra prolungata presenza nella capitale, forse dovreste farvi da parte o almeno riesumare vecchie regole di democrazia come abolire la legge elettorale di adesso.
Parliamo proprio delle liste elettorali: le avete fatte voi a tavolino, e non avete inserito dei ragazzi giovani perché non conveniva a quelli che c'erano già. Chi afferma il contrario è nel falso.
La legge elettorale era fatta per quello, ed è inutile appellarsi al fatto che non è una vostra legge in quanto: non l'avete ancora abolita e non siete stati costretti a non utilizzare volti nuovi nelle liste.
Siamo noi quelli che "c'è una certa mancanza di iniziativa e volontà da parte dei giovani" oppure sono "quelli come voi" che tenete le nuove generazioni a distanza?
Dice "Io mi auguro che ci sia una nuova generazione, ma non vedo nessuno che si fa avanti", ma secondo me il suo pensiero è dissociato: lei non conosce la realtà, oppure non la vuole vedere. Ed è veramente grave perchè come capo del governo dovrebbe rappresentare anche noi.
Sono state fatte delle "importanti" riforme sociali negli ultimi 15 anni, e per mettere le cose come stanno: anche lei ne è responsabile.
La legge Dini sulle pensioni, che agisce sui nuovi lavoratori costringendoci ad usare il tfr come sostegno.
La legge sulla riforma del lavoro (si ricorda i co.co.co? Non li ha fatti Maroni se non sbaglio, e adesso si chiamano CO.CO.PRO. e le usano abbondantemente solo le grandi aziende e le P.A.) che ha permesso ad una marea di aziende di non assumere nessuno, e quindi distruggere il sistema pensionistico per mancanza di contributi.
La legge biagi forse peggiora la situazione, ma non di tanto.
La "vostra generazione" non è stata sfiorata nemmeno da questi cambiamenti, non c'è stata assolutamente nessuna solidarietà tra i vecchi ed i giovani. Anzi no, mi sbaglio, in pratica dovremmo pagare le tasse per mantenervi, senza però sperare di avere una pensione. Dovreste ringraziare della nostra solidarietà forzata.
Forse questa è una conseguenza del fatto che in parlamento la nostra generazione non è rappresentata, soprattutto nel suo schieramento. Quindi probabilmente è colpa nostra se le riforme non si occupano della scuola, del conflitto di interessi, della legge elettorale, dei problemi del sud e del lavoro minorile, della mancanza di legalità. Tutte cose che in un programma lungo come la bibbia abbiamo costruito insieme prima delle elezioni.
Beh, evidentemente non sono valori che la vostra generazione, nella maggior parte dei casi, possiede.
Peccato. Qualcuno, quando non ci sarete finalmente più, raccoglierà i cocci della civiltà che avete creato.

venerdì 1 giugno 2007

Un paese senza domani

(foto di Demona)
Pensare al futuro.
Fare nuovi progetti, risolvere dal basso alcune situazioni sociali disastrose, investire sui servizi pubblici e non sulle aziende.
Dare una possibilità a tutti.
L'Italia sta perdendo tutte queste possibilità, lasciate in mano a poche persone "dissociate" da quello che succede intorno a loro.
Spendiamo miliardi per Napoli senza risolvere nessuna situazione, mentre i vigili del fuoco non hanno più mezzi per lavorare.
Speravamo di prendere i campionati di calcio europei, mentre nelle scuole mancano gessi, carta igienica e professori.

Ed intanto si litiga. Ovunque: in televisione, sui giornali, per strada...
I ragazzi si riprendono mentre si drogano, abusano dei coetanei o del loro corpo. Come se non ci fosse nessun domani. O come se nessuno li abbia educati a pensarci.
L'ultimo giorno dell'Italia sulla terra, ma più che dell'Italia degli Italiani.

Qualcuno da lassù parla di "risanamento" o "tesoretto". Ma detto fuori dai denti, a chi interessano queste cose? Ad un napoletano che esce di casa calpestando i rifiuti? Oppure ad un neo-laureato che lavora in un call center?
A chi interessa che la Turco proponga di alzare l'età per fumare sigarette mentre nell'aria di Roma viene calcolato che gira una quantità enorme di cocaina?
La dissociazione della nostra classe politica è tale che questa non si accorge dei problemi della società civile.

Napolitano, dall'alto della sua età, richiama il mondo politico ad un rinnovamento della classe politica. Infatti nascerà il PD.
Nuovo nome, stesse facce.

giovedì 24 maggio 2007

45 poltrone nuove

Durante un giorno storico per la nostra nazione, l'anniversario della strage di Capaci, Prodi a annuncia il "comitato per la nascita del PD".
Il nuovo partito di Prodi, che dovrebbe rappresentare la futura sinistra, parte con 42 cinquantenni in larga parte parte in politica da ormai decenni.
Solo tre sotto i cinquanta con Letta a fare il giovanotto con appena 41. Non si contano gli ultra sessantenni nel mondo della politica da un quarto di secolo.
C'è da domandarsi dove sia l'auspicata partecipazione popolare, ma soprattutto il ricambio generazionale.

Ecco la lista: Giuliano Amato; Mario Barbi; Antonio Bassolino; Pierluigi Bersani; Rosi Bindi; Paola Caporossi; Sergio Cofferati; Massimo D'Alema; Marcello De Cecco; Letizia De Torre; Ottaviano Del Turco; Lamberto Dini; Leonardo Domenici; Vasco Errani; Piero Fassino; Anna Finocchiaro; Giuseppe Fioroni; Marco Follini; Dario Franceschini; Vittoria Franco; Paolo Gentiloni; Donata Gottardi; Rosa Iervolino; Linda Lanzillotta; Gad Lerner; Enrico Letta; Agazio Loiero; Marina Magistrelli; Lella Massari; Wilma Mazzocco; Maurizio Migliavacca; Enrico Morando; Arturo Parisi; Carlo Petrini; Barbara Pollastrini; Romano Prodi; Angelo Rovati; Francesco Rutelli; Luciana Sbarbati; Marina Sereni; Antonello Soro; Renato Soru; Patrizia Toia; Walter Veltroni; Tullia Zevi.

L'occhio risaltano nomi come Marco Follini (eletto con il centro-destra), Angelo Rovati (il defenestrato consigliere di Prodi), Gad Lerner (il giornalista televisivo).
Ma soprattutto coloro che così male stanno amministrando la città di Napoli e le zone limitrofe, l'accoppiata Bassolino e Iervolino.

martedì 8 maggio 2007

Incontro del 5 maggio


Il 5 maggio si è tenuto l’incontro programmatico IDV a Roma, nato dall’esigenza di affrontare il particolare momento politico del nostro Paese che ha visto come evento di fondamentale importanza la nascita del partito democratico. Sono accorsi numerosi ospiti, tra cui gli onorevoli Fassino, D’Onofrio, Follini, Bonadonna, Zanna. Vista la delicatezza del tema trattato e le numerose interpretazioni a cui si può prestare qualsiasi discorso passato-presente-futuro sul PD, ho privilegiato la stenografia dei punti salienti dell’intervento del nostro Presidente, evidenziati tra virgolette.

LEGGE ELETTORALE: la nuova legge elettorale non può essere decisa con il referendum, la sua creazione deve essere compito del Parlamento. IDV non riconosce valido lo strumento del referendum solo in casi come questo, in cui la decisione deve essere presa in altra sede, ma il referendum è uno strumento del popolo, che ha un valore altissimo per un Paese democratico come il nostro. Se si decidesse di votare la legge elettorale tramite questo meccanismo, IDV inviterebbe tutti i propri elettori a votare e ad esprimere il proprio pensiero, perché “un politico che dice ai cittadini di non votare, è una bestemmia”. La legge elettorale deve permettere al cittadino di eleggere un ben preciso candidato, non deve lasciare libere le segreterie dei partiti di scegliersi i candidati, deve essere espressa la preferenza direttamente dall’elettore.
L’ultima delle preoccupazioni per IDV deve essere il quorum, “il nostro impegno deve essere quello di superare l’asticella, non chiederla più bassa…ma un’asticella ci deve essere”.
IDV sostiene la bipolarità del sistema politico, ma nn ritiene corretto far diventare il termine bipolare sinonimo di bipartitico.

POLITICA ESTERA: IDV ripudia la guerra ma non può criminalizzare i soldati italiani all’estero. Se il governo ha deciso di mandarli, li deve mantenere in sicurezza, non può permettersi di abbandonarli dopo aver preso una scelta così importante. La politica di Bush ha aggravato la situazione, ha contribuito alla crescita del fenomeno terroristico, è andata contro ciò che ogni Stato democratico desiderava, tutto a causa del suo atteggiamento da guerrigliere.

IMMIGRAZIONE: questo termine deve indicare sia una potenzialità che un’integrazione tra culture diverse all’interno del nostro Paese. Ciò vuol dire anche e soprattutto impegno e rispetto delle leggi, “vuol dire che se non so chi è una persona, non posso mandarlo in giro per il mio Paese”. IDV riconosce la possibilità di allargare la cittadinanza anche agli stranieri ma con una particolarità: non basta che lo straniero conosca la nostra cultura, deve sentirla propria.

PARTITO DEMOCRATICO: in questo momento di ri-definizione del panorama politico, si deve rispettare lo sforzo di aggregazione e sintesi, il tentativo di ridare credibilità al sistema della politica. Con l’opposizione sistematica della sinistra radicale non si può essere d’accordo, il sistema della legalità presuppone anche il rispetto della funzione delle forze dell’ordine e non la loro contestazione.
Vogliamo far parte di una coalizione che riconosca il capitalismo sociale, il capitalismo non può essere un concetto legato per forza solo alla destra e il benessere sociale legato solo alla sinistra, sono idee trasversali e necessarie per il nostro Paese; serve un capitalismo che permetta la crescita e il benessere sociale.
Da qui parte la stenografia delle parole dell’onorevole Di Pietro:
“DS e Margherita hanno creato un’identità, una realtà, non sono d’accordo con quelli che augurano già la morte al PD. Questi due partiti vanno rispettati e bisogna dialogare con loro perché portano avanti una politica non differente dalla nostra. Se rappresentano una parte importante degli elettori, vanno rispettati. In questo momento di transizione politica non possiamo buttarci da una parte o dall’altra, dobbiamo vivere il nostro futuro e rispettare l’impegno con questo governo fino alla fine. Ma prima o poi dovremo partecipare alla terza area liberal-democratica che è condivisa da molti. Vogliamo partecipare a questa scomposizione e ricomposizione dei poli e prima dobbiamo preparare il nostro programma e poi decidere con chi stare. Vogliamo rafforzare questa coalizione andando oltre gli schieramenti, dobbiamo chiedere i voti e la fiducia alle persone in base alle nostre azioni, non ai colori.
Prima o poi noi dobbiamo entrare in una famiglia perché non si può vivere isolati per sempre. Però oggi che siamo forti dobbiamo crescere e creare la nostra identità.
Non si può dire di no al PD ma ora come ora non ci si può entrare visto che è già iniziato, ma se può nascere un figlio più grande e migliore, dobbiamo tenerci aperta la possibilità di entrarci. Dobbiamo aprirci al dialogo con il PD per ascoltare ed essere ascoltati con pari dignità e forza. Si apre oggi una stagione di dialogo che nel rispetto degli impegni presi con gli elettori, cerca di aprirsi ai bisogni di quella parte di cittadini che in questo momento non si riconosce in nessun partito.”

L’intervento successivo è stato quello dell’On. Fassino che ha ovviamente parlato della scelta del PD da parte di DS e Margherita. “Abbiamo fatto il PD perché il Paese ha bisogno di una grande forza che dia stabilità al sistema politico, esso nasce dalla necessità di riformismo (cultura di genere, capacità di far vivere OGGI, coraggio per cambiare ciò che va cambiato). Unisce tutte le realtà che partono da principi liberal-riformisti. DS e Margherita si sono presi la responsabilità di innescare un processo che va oltre questi due partiti e che vuole creare un soggetto che abbracci persone anche al di fuori dei due costituenti. Non vogliamo l’unione dei due partiti, ma un’entità a sé stante. Insieme possiamo creare una comune lettura della società italiana.”

Intervento dell’On. Borghesi, responsabile nazionale IDV dei dipartimenti tematici
I dipartimenti tematici sono stati ricostruiti con 11 aree a capo di ognuna delle quali c’è un parlamentare. I 47 dipartimenti stanno già lavorando alla revisione del programma politico di IDV, alla base del quale ci deve essere la CARTA DEI VALORI.
L’Onorevole ha fatto anche dei forti richiami al bisogno di una CLASS ACTION seria e forte, che faccia valere leggi che già esistono ma che sono aggirate ed eluse dal Tanzi di turno e dai vari banchieri e speculatori che hanno mandato in rovina migliaia di famiglie e intanto vivono ancora nelle loro belle ville nonostante le condanne.

Sono seguiti poi gli interventi di alcuni responsabili regionali IDV che hanno espresso per la maggior parte, grossi dubbi in merito ad una possibile fusione con il PD, in quanto si tratterebbe di unirsi a chi fino a ieri in qualsiasi realtà locale ci ha snobbato se non usato come fonte di voti senza permetterci mai di collaborare allo stesso livello.

scritto da Mariaelena (coordinatrice regionale Emilia Romagna)

venerdì 20 aprile 2007

Il governo è fermo

L'Italia, dopo lo slancio iniziale, si è fermata completamente.
Dopo la finta crisi di governo non si è più rialzato. Prodi è in esilio in asia, gli altri stanno riciclando se stessi nel partito democratico e tutto tace.
Intanto Telecom passa di mano, l'ambasciatore usa continua a riprenderci, il console cinese tratta con la Moratti per comprare Milano, l'Alitalia si trasferisce in Russia, il vaticano decide la politica etica italiana, la scuola và verso lo sfascio e nelle provincie si lavora 3 giorni su 4...
Intanto cambio della legge elettorale e legge sul conflitto di interessi ancora non si vedono.
Di Pietro ricorda che bisogna sbrigarsi a chiudere il recinto prima che scappino i buoi, francamente i buoi qualcuno li vede già sull'altra collina (e corrono veloce).

Sembra che intenzionalmente i politici abbiano deciso di fermarsi, fare congressi assurdi, ripulire l'argenteria e tornare alle elezioni con due o tre anni in anticipo.
Quello che non capisco e cosa ci aspetta e cosa sperano di ottenere.
Il "programma" dell'unione, il motivo per cui Prodi è stato eletto, è saltato totalmente. Perchè allora dobbiamo credere al Partito Democratico.
Ha veramente senso andare nuovamente alle elezioni per rivotare le solite persone?

(Prodi visto da guzzanti)

giovedì 22 febbraio 2007

Partito democratico: forum a Forlì-Cesena

Lunedì 21 Febbario alle ore 20.30 con un forum cittadino si è dato avvio al percorso che dovrebbe portare alla costituzione del partito democratico.
L'iniziativa ha coinvolto 30 comuni della provincia di Forlì-Cesena per un totale di 2000 persone circa.
Qualche impressione e commento sulla serata.
Appena entrati nella sala della fiera di Forlì abbiamo constatato che i pensieri avuti a casa erano giusti: tra capelli d'argento e calvizia senile su 500 persone ci saranno stati appena 40 persone sotto i 40 anni, non parliamo sotto i 25 perchè il dato è esilarante. Eravamo preparati a questo, non siano rimasti demoralizzati.
L'incontro, dopo aver sentito Guccini allo sfinimento, è iniziato con quello che qualcuno ha definito "la benedizione di Prodi e di Fassino", niente di che.
Prodi ha esordito con il solito - "care amiche e cari amici", per poi fare bonariamente il ben noto discorso sullo stare assieme. Dalle sue parole appare chiaro che il partito democratico nasce dalla unione già collaudata fra Margerita e Ds, però si apre anche ad altri partiti.
Cosa avrà mai voluto dire? é un invito a partecipare attivamente ad un progetto o piuttosto ci viene concesso di salire su un treno già partito di cui solo loro hanno deciso la destinazione e le tappe?
Fassino declama quanto abbia fatto e stia facendo il governo per il paese, nonostante Berlusconi, ma si dimentica di parlare del partito democratico correggendosi solo verso la fine quando accenna alla necessità di una leadership forte.
A questo punto il "forum" parte con una piccola introduzione di Mingozzi (Margherita) che deve intervenire al posto del sindaco di Forlì Nadia Masini, momentaneamente occupata nel consiglio comunale.
I primi interventi sono programmati, così parlano le associazioni ed i segretari di partito. Nessuno parla del partito democratito se non per sottolineare quanto valida sia l' idea di dare al paese un nuovo soggetto politico che sappia rispondere alla aspettative dei cittadini. Si parla invece molto di programma, di liberalizzazioni, qualcuno paragona il nuovo partito democratico a quello già esistente negli Stati Uniti e qualcuno si arrabbia per l'accostamento, si accena alla legge elettorale ed infine alla privatizzazione delle controllate del comune. Si svicola, tuttavia, in merito alla questione di definire una carta di valori che sappia creare una sintesi fra l' anima socialista e quella democristiana dei partiti attuali.
Poi finalmente tocca al "Segretario della federazione dei di DS di Forlì", Rosetti. Contento del risultato ottenuto come primo incontro (più di 500 persone) ringrazia tutti i partecipanti del suo partito e degli altri partiti dell'Unione presenti, nonchè le associazioni; quindi cita verdi, repubblicani europei, acli eccetera. L' IDV non viene menzionata.
Lasciamo ad ognuno trarre le proprie conclusioni.
Intanto ci ha raggiunto il sindaco e sono ormai terminati gli interventi programmati, così arriva anche per la platea il momento di esprimersi, in fondo doveva trattarsi di un forum cittadino non di un metting fra partiti ed associazioni.
Partono gli interventi: qualcuno parla ancora di programma, qualcuno afferma che il socialismo non è morto, qualcun altro sostiene che la via è quella liberale, qualcuno non capisce perchè le bellissime cose dette fino a quel momento non possano essere realizzate dal governo attuale e ci sia la necessità invece di fare un nuovo soggetto politico che le realizzi.
Già, il punto è proprio questo: perchè fare un nuovo partito? Per battere la destra alle prossime elezioni? Per avere un programma più vicino alle esigenze dell 'elettorato ( ma non c' era già stata la fabbrica del programma?)? Oppure perchè la gran parte degli elettori non può più essere incasellata in ideologie che appartengono al passato del nostro paese: destra e sinistra esistono più in Italia? Ovviamente nessuno coglie lo stimolo ad indirizzare il dibattito su un livello più intellettuale.
Così la giostra ricomincia: c'è chi si rallegra per la presenza in platea di così tanti giovani (noi e gli altri due giovani sotto i trenta ci voltiamo a destra ed a sinistra per capire dove si siano nascosti i nostri coetanei, ma sono le teste degli "anta" a dominare la platea) poi la confusione aumenta e sono gli ultra-sessantenni che schiamazzano sull'uscio.
Ci sono un paio di ottimi interventi che soprattutto inquadrano alcuni punti critici nel forum: la mancanza dei giovani in politica, la classe politica ormai troppo consumata e l'adeguatezza o meno di partire dall'alto per relizzare questo nuovo partito anzichè dalla base. Inoltre s’inquadra definitivamente il passaggio della sinistra riformista dal socialismo al liberalismo.
L' On. Sandro Gozi uno degli uomini di Prodi che si occupa di immigrazione, è fra gli ultimi ad entrare nel dibattito. Da dentro il governo ci rassicura che sia la legge sul conflitto d’interessi che quella sulla legge elettorale si faranno, poi si corregge dicendo "O almeno stiamo spingendo su questa direzione".
Gli interventi sono finiti, la parola torna alla Masini. Non dice nulla, ricorda in maniera velata a chi è salito sul palco per criticare “il” partito che avrebbe dovuto pensare meglio a quel che diceva. Constatiamo ancora una volta quanto a questa classe politica sfugga il concetto di Democrazia.
Un ultimo discorso di commiato dei DS e poi tutti a casa.
Solo alcune considerazioni finali.
Il forum. Si è parlato di vari aspetti che possono servire per scrivere un programma (ovviamente molto vicino a quello dell'unione). A cosa può servire una cosa del genere? Beh, per noi a poco.
Si poteva parlare di come unire le due anime della sinistra (socialista e cristiano-democratica) ma non è stato fatto. D'altronde era troppo difficile da capire per la folla proletaria...
Si poteva parlare di COME cambiare la classe politica attuale, ma d'altronde la classe politica attuale era lì: come facevamo a parlarne? Certo qualcuno ha affermato la necessità di un rinnovo della classe dirigente, senza porsi il problema che non ci può essere rinnovo se la politica continua ad essere appannagio esclusivo degli ultra quarantenni.
I giovani. Ne hanno parlato tutti come se fossimo dei panda, un'animale in via d'estinzione che ha bisogno della loro protezione per sopravvivere.
Qualcuno ha addirittura affermato che i giovani non conoscono il passato, quindi fanno fatica a "capire" le cose. Non me ne voglia nessuno, ma ormai questi bellissimi anni '70 li conosciamo fin troppo bene, dato che il paese intero continua a viverci dentro.
Certo non neghiamo sia vero che per fare politica occorra essere buoni conoscitori della storia di questo paese. Questo è necessario se vogliamo una volta per tutte rielaborare il nostro passsato e iniziare così a costruire un futuro che risponda alle reali esigenze di modernità di gran parte dei cittadini. Cosa che l'attuale classe dirigente non è riuscita a fare fino ad oggi.
Resta tuttavia l' amarezza di fronte all' enorme divario che si è riuscito a creare nel nostro paese, fra le nuove generazioni e quelle dell' attuale classe dirigente.
I valori. Alla fine della serata l'unica cosa chiara è stata la fine delle ideologie dentro il partito: non è chiaro quale sarà la posizione del gruppo in Europa e nemmeno il destino di alcune correnti interne al partito (si legga: fine dei Teoden).
La domanda cruciale che, invece, non ha avuto alcun tipo di risposta e che secondo noi doveva e dovrebbe esssere il vero fulcro del dibattito interno al partito democratico è quale nuova ideologia esprimerà questo partito? Tutti hanno parlato di "riformismo" ma senza qualificarne la direzione nè il senso. E’ davvero tutto così scontato?

di Cristina Verdecchia (GIV forlì)
e Federico Balestra (GIV forlì)