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venerdì 27 luglio 2007

Hera non ancora elettrica


Nonostante tutta la pubblicità che si sta facendo, Hera non è nemmeno nell'elenco delle società che stanno ottenendo i certificati necessari a vendere energia eletrica hai privati cittadini. Le società già verificate sono appena tre al momento, ma entro 30 giorni se ne aggiungeranno altre.

Di tariffe, ovviamente, ancora non parla nessuno.

giovedì 3 maggio 2007

Novità per telefoni ed energia

Ci sono due importanti novità nell'ambito delle liberalizzazioni a favore dell'utente. La prima riguarda i contratti con gli operatori internet e telefonici, con il nuovo pacchetto delle liberalizzazioni infatti sono state abolite le penali relative alla fine anticipata dei contratti con gli operatori. Ovviamente gli operatori non sono stati a guardare ed hanno trovato un appiglio legale per negare questa possibilità. Staremo a vedere come finisce.
La seconda è molto importante perchè riguarda invece l'energia agli utenti residenziali, settore dove altri soggetti potranno subentrare al posto di Enel con tariffe più convenienti da luglio.

Il campo delle liberalizzazioni rimane uno dei pochi campi in cui il governo è riuscito nel suo intento.

lunedì 12 marzo 2007

Liberalizzazione del trasporto pubblico

(foto di delaurus)

Una cosa su tutte i cittadini della nostra provincia dovrebbero averla capita: le controllate del comune fanno più danno che utile alle città. La nostra azienda dei trasporti "obbligatoria" (nel senso che abbiamo ed avremo sempre questa, senza nessuna possibilità per gli altri) ha subito danni ingenti per la rottura dei motorini di avviamento in più di 100 bus nel deposito. I "teppisti" hanno inoltre scritto uno slogan - un contratto un'azienda - alludendo al fatto che Setram al momento ha un contratto diverso da E-Bus.
Guardando nella storia contemporanea questi episodi sono compiuti in tutto il mondo dalla malavita che appoggia una volta gli imprenditori e una volta i sindacati, in modo da guadagnare su ambedue i fronti. Lo spauracchio della mafia e della malavita torna nuovamente dentro le case forlivesi.
Non senza sconcerto.
Quello che ancora non si vede è: dove sono le istituzioni? Cosa intendono fare per sanare la situazione? Questa volta hanno rotto i motorini di avviamento, ma la prossima?
Non farsi intimidire non significa nulla: le società, il comune, la provincia ed i sindacati sono costretti a farci vedere con i fatti la loro posizione.
I lavoratori meritano rispetto, gli imprenditori si aspettano sicurezza, i cittadini buoni servizi, la malavita merita la galera.
Le istituzioni invece devono garantire tutto questo.
Il nostro presidente provinciale Bulbi continua a ripetere che bisogna trovare una soluzione che vada bene sia per l'azienda che per i lavoratori.
Soluzione che solo lui può dare, ma che sembra cercare altrove: come l'accorpamento in un'unica società di trasporto romagnola. Il progetto a suo tempo non piacque tanto ai comuni, forse anche loro sono spaventati da un nuovo mostro sovietico come Hera, tanto da pubblicare documenti "riservati" su internet relativi al progetto.
Cosa fare ora?
E-bus e Setram dovrebbero iniziare ad essere quello che sono: società private con la concessione per i trasporti pubblici, senza legami con l'amministrazione.
Il comune dovrebbe cominciare a fare quello per cui paghiamo le tasse: fare gare d'appalto per assegnare alle aziende "qualificate" le concessioni.
La proposta di Bulbi invece? Ridurre il CDA per diminuire le spese di gestione lasciando un'amministratore unico, ovviamente scelto dalla politica.
La legge sulla liberalizzazione e la privatizzazione delle aziende pubbliche ormai è già vecchia...

giovedì 8 marzo 2007

Privatizzazione delle aziende a partecipazione pubblica

Per garantire maggiore trasparenza ed un miglior servizio è necessario imporre la privatizzazione dei servizi pubblici locali (rifiuti,trasporti,gas ecc..) che attualmente sono in mano ad S.p.a con partecipazione pubblica che operano di fatto in regime di monopolio.
Questa situazione oltre che danneggiare il cittadino costringendolo a pagare molto per ricevere un pessimo servizio, dal un punto di viste della trasparenza crea una situazione in cui il controllato ed il controllore sono lo stesso soggetto
, senza considera che la politica usa i consigli di amministrazione di queste aziende come merce di scambio per accontentare tutti coloro che non hanno trovato posto in consiglio comunale/provinciale/regionale dopo le elezioni.
Attualmente il Senato sta esaminando il ddl Lanzillotta, esso prevede il riordino dei servizi pubblici locali attraverso la privatizzazione degli stessi in modo da creare un regime di concorrenza e porre fine alle varie situazioni di monopolio che viviamo in tutte le realtà locali fatta eccezione per i servizi idrici che rimarranno esclusivamente sotto il controllo pubblico.

Esempi che riscontriamo qui in Emilia Romagna sono Hera, una multiutility che ogni anno ottiene grandissimi profitti, offrendo spesso servizi mediocre ed innalzando continuamente le tariffe, ART ovvero l'azienda che gestisce i trasporto pubblico Forlivese in perenne perdita.
E' giunta l'ora che in Italia si dia vita ad una vera e propria concorrenza in cui possa essere il cittadino a scegliere l'azienda che offre il miglior servizio, a livello nazionale si sono avuti ottimi risultati, basti pensare alla telefonia fissa, nella quale in seguito all'apertura dei mercati si è riscontrato un crollo delle tariffe.

Ovviamente a tutto questo deve essere affiancato un pressante controllo da parte delle
Authority , essa deve garantire la concorrenza e la trasparenza.

martedì 27 febbraio 2007

Libero monopolio

http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=191749&section=news/Emilia-Romagna

"Noi saremo tutto"
Ci risiamo.
All'ultima gara per il trasporto pubblico emiliano-romagnola ha partecipato solo Trenitalia. Nessun'altro concorrente ha ritenuto opportuno partecipare (anche se già ora ci sono più di una società ferroviaria in Italia). Come possibile? Presto detto. Non lo è.
Abbiamo fatto la legge sulla concorrenza ma all'orizzonte non si vedono investitori d'oltralpe o gruppi di imprese interessate al settore. Questo è quello che succede quando si parla di ponte sullo stretto (a cui tutte le aziende europee hanno rinunciato senza partecipare) o del TAV. E' evidente che i concorrenti sono tenuti a distanza di sicurezza.
Ha questo si aggiungono altre notizie proprio sul trasporto pubblico (vedi 1 e 2). Abbiamo privatizzato le utility comunali ma continuamo a controllarle e deciderne a priori la politica che devono fare, anche in processi strettamente legati ai processi finanziari aziendali. Non dovrebbe essere così, eppure alcune forze politche si ostinano a partecipare molto attivamente in queste società.
Oguno dovrebbe fare il proprio mestiere, la politica si occupa della città e l'EBUS si occupa della propria azienda. Invece ora i DS vogliono che le ex municipali romagnole, seguendo l'esempio sbagliato di Hera, si uniscano per competere sul mercato italiano. Ma non dovrebbe essere l'amministratore delegato a decidere?
"Noi saremo tutto" è lo slogan del sindacato dei trasporti americano di inizio secolo. Il secolo è finito, la società è cambiata. Loro non si sono adeguati.
Noi non abbiamo più bisogno di loro, come loro dimostrano di non aver più bisogno di noi per controllare il territorio.

martedì 30 gennaio 2007

Delle Liberalizzazioni...

Non è molto simpatico constatare quando lo scontro ideologico in Italia sia perverso.
Un recente sondaggio di Repubblica sulle liberalizzazioni dimostra la reale portata del consenso che hanno raggiunto, nonostante l'opposizione (ma è il suo lavoro in un paese democratico) e la stampa (e qui invece qualche dubbio può venire) continui con lo scontro.
Basato su cosa? Questo è incomprensibile.
I cinque anni del trascorso governo di centro-destra, orientato secondo i propri leader come "liberal" (mai parola fu usata in maniera più subdola, Forza Italia non è liberale ma liberista), si è dimostrato estremamente più conservatore dei primi mesi di governo Prodi.
E' vero, mancano alcune riforme importanti come la liberalizzazione del mercato dei servizi, l'energia, gli studi professionali ed i trasporti. Ma ci sono ancora più di quattro anni di governo e non è detto che qualcuna di queste non sia in programma. Nessun governo ha modificato tanto il mercato come quello attuale.
E qui s’inserisce un articolo uscito da poco nella nostrana "La Voce" che parla di: correzioni, mancanze, raccomandazioni (ma dove eravate un anno fa?).
E punta sulla liberalizzazione del mercato dell'acqua, escluso dal programma del centro-sinistra perchè diritto inalienabile del cittadino come l'aria.
Come chiedere all'UDC di riconoscere i matrimoni gay.