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giovedì 21 giugno 2007

Quota 500!

In meno di una settimana la nostra petizione è stata firmata da ben 500 persone!
Speriamo di arrivare a 1000 nel più breve tempo possibile, copia ed incolla il testo della proposta per mandarla ad amici e parenti!

Firma la petizione! http://www.idvgiovani.it/petizione/

venerdì 13 aprile 2007

China Revolution

(foto di enet)
Ieri a Milano è scoppiato, come poteva accadere in tante altre città del nord e del centro, il caso "cinese".
Poteva essere il caso "nigeriano", "senegalese" o "marocchino". Anche "rumeno", "polacco" o "albanese".
Ma è capitato proprio ai cinesi, quelli che entrano illegalmente nel nostro paese per lavorare fino a 16 ore al giorno davanti una macchina da cucire. Senza ribellarsi.
Quella cinese, notoriamente, è una delle comunità più chiusa in se stessa.
Nonostante questo ieri è esplosa.
Inutile indagare nello specifico dell'episodio, per quello esiste la magistratura. E solo la goccia che fa traboccare il vaso.
Sono diverse le città nelle stesse condizioni di Milano. Gli ingredienti base sono: capoluoghi o centri industriali, costo degli immobili più basso in certe zone della città (spesso già in degrado), insediamento di forti comunità straniere, nessun controllo o gestione delle licenze commerciali da parte degli enti preposti.
Mettiamoci nei panni di uno straniero: qual'è il posto dove si può sentire più a suo agio se non con i suoi connazionali? Ed allora assistiamo, praticamente impotenti, alla "auto-ghettizzazione" da parte delle comunità straniere.
Nei nostri panni invece: purtroppo, quanta gente si sente "insicura" a passare da certe zone della città ormai trasformati in ghetti?
Partiamo allora con un tavolo di confronto invitandoli a costituirsi in comitati, diamogli dei punti di riferimento anche fuori dalle loro comunità e cerchiamo di amalgamarci evitando appunto la creazione di ghetti in alcune aree delle città. L'amministrazione locale ha tante responsabilità nella risoluzione di questi problemi, che sia la Milano dei Moratti o la Forlì della Masini i primi a doversi rendere conto di una situazione che si fa esplosiva sono loro.

giovedì 29 marzo 2007

Occhi di Gatto

Ritrasmettiamo una lettera inviata da Antonio Morgagni (FIAB forlì) ai tecnici del comune di Forlì.

"Era il lontano 1979 quando vidi la prima volta gli “Occhi gatto” su un’autostrada tra Oxford e Londra. Era notte fonda, ma la strada era illuminata, quasi per magia, da questi catarifrangenti conficcati nell’asfalto lungo le linee di margine e di mezzeria.
Sembrava un’autostrada in festa, ci si sentiva protetti e guidati da quelle luci che spuntavano da sotto l’asfalto.

Sono appena tornato da Londra e quegli occhi di gatto sono ancora là, dopo quasi 30 anni, in grado di resistere ai mezzi che viaggiano a velocità di autostrada, lungo le linee di mezzeria!
Da noi a Forlì solo in pochi casi, da qualche anno, sono stati posizionati sull’asfalto e sono stati fatti saltare dopo un po’ di tempo da auto alla velocità di 30 – 50 km/h.
Interventi piccoli ed economici come questi possono evitare il Rito notturno della Danza del Massacro e salvare la vita a delle persone!
Tuttavia, rimaniamo spesso in una situazione di mistero: perché non vengono messi anche a Forlì? Perché si risparmia sulle briciole di spesa e poi si investono ingenti somme sui grandi progetti che verranno?
Noi non vogliamo avere delle risposte e capire, vorremmo semplicemente non farci queste domande!"