Forlì città di immobiliaristi
Negli anni i quartieri residenziali di Forlì sono cambiati, ma non in meglio.
Le case sono state ammodernate, le strade asfaltate nuovamente, sono stati messi alcuni sensi unici e le grandiose micro-rotonde.
Bene, nessuno si è accorto che mentre succedeva tutto questo si moltiplicavano i micro-condomini.
Come? Beh, le case vecchie sono state ristrutturate e divise su più appartamenti. Dove era possibile sono stati realizzati dei monolocali da affittare o vendere.
Nessuno è stato capace di valutarne l'effetto. Come sempre è mancata la visione generale, Forlì vive di vecchi concetti di costruzione. Ormai è chiara la differenza tra i vecchi condomini ed i nuovi: i vecchi hanno il giardino, i nuovi un passaggio di 80 centimetri tra il cancello e le mura della casa.
L'effetto più immediato è l'aumento del costo degli immobili, 20 volte più alto dell'inflazione.
Le famiglie non possono più avere che un figlio a testa, non c'e' spazio in casa: è un dato emerso da recenti sondaggi.
Il marciapiede nelle piccole strade è diventato un posteggio auto, ed è inutilizzabile. Se poi in una via qualcuno parcheggia il SUV per strada aumentano i disagi.
Mi chiedo: possibile che il comune non se ne sia accorto? Non esiste una politica per dare l'abitabilità alle strutture? Il piano regolatore si occupa di questo?
Beh, il problema è stato risolto, adesso abbiamo tutti davanti e dietro casa un senso unico. Questa è la ricetta comunale al danno subito.
Certo non si pùo impedire a tutti di fare il condominio, ma và comunque regolamentata molto bene questa scelta e và inserita sul piano regolatore l'emergenza auto.
La viabilità è una scienza, c'è chi la studia all'università, alcune grosse aziende hanno addirittura un mobility manager per sostenere il flusso di traffico delle loro aziende, dovrebbe esserci anche in comune o in provincia una figura del genere.
Non è argomento da lasciare a caso. Questa analisi si scontra profondamente con quello che succede ai nostri servizi pubblici, che nonostante la costruzione di nuovi condomini (quindi un'aumento di potenziali clienti) è in perdita, nonostante il regime di monopolio, di 2.5 milioni di euro. Se non usciamo con la testa dagli anni '80 la città cadra nel degrado.
p.s.: Martedì 12 ci sarà il primo incontro provinciale di GIV Forlì-Cesena, grazie all'ingresso di due nuovi ragazzi nel cesenate.
Beh, ovviamente tutto avverrà davanti una pizza!
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