martedì 6 febbraio 2007

Le fondazioni


Da poco si discute in parlamento di una nuova forma per finanziare i partiti. La proposta, firmata da Sposetti (Ds) e Tremonti (Fi) e quindi trasversale, è quella di dare la possibilità ai partiti di sfruttare le fondazioni per essere finanziati.
Ieri Giancarlo Francia (IDV Forlì) ha rilasciato una dichiarazione ai giornali su tale argomento.
Anche Antonio Di Pietro il 20 gennaio in un'intervista di Repubblica ha dichiarato che non voteranno l'emendamento se arriverà in parlamento (e le possibilità sono molto elevate).
In una recente intervista di libertà e giustizia Valerio Onida, ex presidente della corte costituzionale, espone i pericoli di questa proposta “Le fondazioni di partito svolgono un’importante attività culturale, sono utili e fanno bene alla politica. Ma con questo emendamento potrebbero usufruire di contributi pubblici e anche di erogazioni da parte di privati. E sarebbero donazioni segrete, non pubbliche. E’ qui che si può nascondere il trucco: un modo di aggirare il finanziamento pubblico ai partiti, si danno soldi alle fondazioni per farli arrivare ai partiti”. In palese violazione del referendum per l'abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti del 1993.
La proposta è stata inserita come emendamento (dentro la legge "Rimborsi delle spese per le consultazioni elettorali svoltesi nell'anno 2006 per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. C. 1667 Brugger.") dal verde Marco Boato e quasi tutti i partiti si sono dichiarati favorevoli.
Un piccolo accenno a chi, con spirito di partito, porta avanti questo scempio.
Tremonti lo conosciamo bene come ex ministro e come commercialista.
Sposetti invece, alla guida della tesoreria Ds, è meno noto a chi non legge troppo i giornali. In realtà lo troviamo come grande amico di Consorte (ex unipol) intercettato più volte durante lo scandalo della scalata all'Antonveneta. Un uomo di mondo che durante l'intercettazione tra lui e Consorte si mette d'accordo per "dare meno informazioni possibili a Fassino" sulla scalata.
Arriviamo a Marco Boato: Ex Lotta continua, passa con disinvoltura tra democrazia proletaria, partito radiacale, senatore con una lista PSI-PSDI-PR-Verdi nel 1988. Arriva tangentopoli e il PSI si dissolve, Boato assume una posizione garantista: vota contro la richiesta di arresto per Previti e attacca duramente il pool di Milano.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Insomma, il trucco c'è, ma si cerca di nasconderlo. Non mi ero mai posto questo problema, anche perché credo ché se si voglia finanziare in maniera losca un partito, il modo lo trovano comunque i più facinorosi. Di certo, non voglio arrivare al livello degli stati uniti, dove le più grosse industrie di armamenti bellici finanzia attivamente un partito politico... e immaginatevi quale!!!!

Danilo

Balestra ha detto...

Il problema principale è che si tornerebbe ad una fase torbida in cui è legale finanziare di nascosto i partiti.
Se è illegale il modo di trovare i colpevoli si trova, ma se tutto è legale non c'e' più nulla da fare contro la corruzione.