giovedì 22 febbraio 2007

Partito democratico: forum a Forlì-Cesena

Lunedì 21 Febbario alle ore 20.30 con un forum cittadino si è dato avvio al percorso che dovrebbe portare alla costituzione del partito democratico.
L'iniziativa ha coinvolto 30 comuni della provincia di Forlì-Cesena per un totale di 2000 persone circa.
Qualche impressione e commento sulla serata.
Appena entrati nella sala della fiera di Forlì abbiamo constatato che i pensieri avuti a casa erano giusti: tra capelli d'argento e calvizia senile su 500 persone ci saranno stati appena 40 persone sotto i 40 anni, non parliamo sotto i 25 perchè il dato è esilarante. Eravamo preparati a questo, non siano rimasti demoralizzati.
L'incontro, dopo aver sentito Guccini allo sfinimento, è iniziato con quello che qualcuno ha definito "la benedizione di Prodi e di Fassino", niente di che.
Prodi ha esordito con il solito - "care amiche e cari amici", per poi fare bonariamente il ben noto discorso sullo stare assieme. Dalle sue parole appare chiaro che il partito democratico nasce dalla unione già collaudata fra Margerita e Ds, però si apre anche ad altri partiti.
Cosa avrà mai voluto dire? é un invito a partecipare attivamente ad un progetto o piuttosto ci viene concesso di salire su un treno già partito di cui solo loro hanno deciso la destinazione e le tappe?
Fassino declama quanto abbia fatto e stia facendo il governo per il paese, nonostante Berlusconi, ma si dimentica di parlare del partito democratico correggendosi solo verso la fine quando accenna alla necessità di una leadership forte.
A questo punto il "forum" parte con una piccola introduzione di Mingozzi (Margherita) che deve intervenire al posto del sindaco di Forlì Nadia Masini, momentaneamente occupata nel consiglio comunale.
I primi interventi sono programmati, così parlano le associazioni ed i segretari di partito. Nessuno parla del partito democratito se non per sottolineare quanto valida sia l' idea di dare al paese un nuovo soggetto politico che sappia rispondere alla aspettative dei cittadini. Si parla invece molto di programma, di liberalizzazioni, qualcuno paragona il nuovo partito democratico a quello già esistente negli Stati Uniti e qualcuno si arrabbia per l'accostamento, si accena alla legge elettorale ed infine alla privatizzazione delle controllate del comune. Si svicola, tuttavia, in merito alla questione di definire una carta di valori che sappia creare una sintesi fra l' anima socialista e quella democristiana dei partiti attuali.
Poi finalmente tocca al "Segretario della federazione dei di DS di Forlì", Rosetti. Contento del risultato ottenuto come primo incontro (più di 500 persone) ringrazia tutti i partecipanti del suo partito e degli altri partiti dell'Unione presenti, nonchè le associazioni; quindi cita verdi, repubblicani europei, acli eccetera. L' IDV non viene menzionata.
Lasciamo ad ognuno trarre le proprie conclusioni.
Intanto ci ha raggiunto il sindaco e sono ormai terminati gli interventi programmati, così arriva anche per la platea il momento di esprimersi, in fondo doveva trattarsi di un forum cittadino non di un metting fra partiti ed associazioni.
Partono gli interventi: qualcuno parla ancora di programma, qualcuno afferma che il socialismo non è morto, qualcun altro sostiene che la via è quella liberale, qualcuno non capisce perchè le bellissime cose dette fino a quel momento non possano essere realizzate dal governo attuale e ci sia la necessità invece di fare un nuovo soggetto politico che le realizzi.
Già, il punto è proprio questo: perchè fare un nuovo partito? Per battere la destra alle prossime elezioni? Per avere un programma più vicino alle esigenze dell 'elettorato ( ma non c' era già stata la fabbrica del programma?)? Oppure perchè la gran parte degli elettori non può più essere incasellata in ideologie che appartengono al passato del nostro paese: destra e sinistra esistono più in Italia? Ovviamente nessuno coglie lo stimolo ad indirizzare il dibattito su un livello più intellettuale.
Così la giostra ricomincia: c'è chi si rallegra per la presenza in platea di così tanti giovani (noi e gli altri due giovani sotto i trenta ci voltiamo a destra ed a sinistra per capire dove si siano nascosti i nostri coetanei, ma sono le teste degli "anta" a dominare la platea) poi la confusione aumenta e sono gli ultra-sessantenni che schiamazzano sull'uscio.
Ci sono un paio di ottimi interventi che soprattutto inquadrano alcuni punti critici nel forum: la mancanza dei giovani in politica, la classe politica ormai troppo consumata e l'adeguatezza o meno di partire dall'alto per relizzare questo nuovo partito anzichè dalla base. Inoltre s’inquadra definitivamente il passaggio della sinistra riformista dal socialismo al liberalismo.
L' On. Sandro Gozi uno degli uomini di Prodi che si occupa di immigrazione, è fra gli ultimi ad entrare nel dibattito. Da dentro il governo ci rassicura che sia la legge sul conflitto d’interessi che quella sulla legge elettorale si faranno, poi si corregge dicendo "O almeno stiamo spingendo su questa direzione".
Gli interventi sono finiti, la parola torna alla Masini. Non dice nulla, ricorda in maniera velata a chi è salito sul palco per criticare “il” partito che avrebbe dovuto pensare meglio a quel che diceva. Constatiamo ancora una volta quanto a questa classe politica sfugga il concetto di Democrazia.
Un ultimo discorso di commiato dei DS e poi tutti a casa.
Solo alcune considerazioni finali.
Il forum. Si è parlato di vari aspetti che possono servire per scrivere un programma (ovviamente molto vicino a quello dell'unione). A cosa può servire una cosa del genere? Beh, per noi a poco.
Si poteva parlare di come unire le due anime della sinistra (socialista e cristiano-democratica) ma non è stato fatto. D'altronde era troppo difficile da capire per la folla proletaria...
Si poteva parlare di COME cambiare la classe politica attuale, ma d'altronde la classe politica attuale era lì: come facevamo a parlarne? Certo qualcuno ha affermato la necessità di un rinnovo della classe dirigente, senza porsi il problema che non ci può essere rinnovo se la politica continua ad essere appannagio esclusivo degli ultra quarantenni.
I giovani. Ne hanno parlato tutti come se fossimo dei panda, un'animale in via d'estinzione che ha bisogno della loro protezione per sopravvivere.
Qualcuno ha addirittura affermato che i giovani non conoscono il passato, quindi fanno fatica a "capire" le cose. Non me ne voglia nessuno, ma ormai questi bellissimi anni '70 li conosciamo fin troppo bene, dato che il paese intero continua a viverci dentro.
Certo non neghiamo sia vero che per fare politica occorra essere buoni conoscitori della storia di questo paese. Questo è necessario se vogliamo una volta per tutte rielaborare il nostro passsato e iniziare così a costruire un futuro che risponda alle reali esigenze di modernità di gran parte dei cittadini. Cosa che l'attuale classe dirigente non è riuscita a fare fino ad oggi.
Resta tuttavia l' amarezza di fronte all' enorme divario che si è riuscito a creare nel nostro paese, fra le nuove generazioni e quelle dell' attuale classe dirigente.
I valori. Alla fine della serata l'unica cosa chiara è stata la fine delle ideologie dentro il partito: non è chiaro quale sarà la posizione del gruppo in Europa e nemmeno il destino di alcune correnti interne al partito (si legga: fine dei Teoden).
La domanda cruciale che, invece, non ha avuto alcun tipo di risposta e che secondo noi doveva e dovrebbe esssere il vero fulcro del dibattito interno al partito democratico è quale nuova ideologia esprimerà questo partito? Tutti hanno parlato di "riformismo" ma senza qualificarne la direzione nè il senso. E’ davvero tutto così scontato?

di Cristina Verdecchia (GIV forlì)
e Federico Balestra (GIV forlì)

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