Perso il treno della Fiera?
da romagna oggi:
BOLOGNA - La Regione Emilia Romagna, per voce del suo presidente Vasco Errani, conferma l'interesse e la disponibilita' a valutare un eventuale ingresso nei capitali delle societa' fieristiche di Bologna, Rimini e Parma. L'annuncio di giovedì viene affidato a una lettera indirizzata al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, al presidente della Provincia di Bologna Beatice Draghetti e ai sindaci e presidenti di Provincia di Rimini e Parma, e porta la firma di Vasco Errani. La missiva intende ''esprimere l'interesse della Regione a esaminare fin da subito con Comune e Provincia le tematiche che riguardano le fiere, riproposte all'attenzione in questi giorni anche in riferimento all'assetto societario e alla discussione programmatica tra i soci'' scrive il presidente dell'Emilia Romagna.
Le reazioni riminesi si sostanziano nella soddisfazione di Alberto Ravaioli e Ferdinando Fabbri, sindaco e presidente della Provincia che in una dichiarazione congiunta apprezzano “il richiamo al bisogno del grande sistema fieristico dell’Emilia Romagna”.
“Riconosciamo – dicono Fabbri e Ravaioli – che in questi ultimi anni si sono sviluppate significative esperienze che hanno avvicinato i programmi e le iniziative delle realtà fieristiche regionali. Il territorio riminese già da tempo è orientato ad alleanze strategiche sulle grandi infrastrutture di servizio che vedono Rimini essere, assieme alle altre città, un punto d’eccellenza nazionale. Ed è proprio in questa logica che confermiamo la nostra disponibilità immediata e concreta a far parte del tavolo che dovrà entrare nel merito degli auspici e delle scelte di governo che il presidente Errani ha voluto sottolineare con l’importante lettera che ci ha inviato”.
E così, con l'ingresso della regione, si consolida il polo fieristico Emiliano-Romagnolo - il primo concorrente a Milano sulla piazza -. Siamo un po' scoraggiati per il fatto che la regione continui ad investire dentro strutture private, ma i comuni hanno già dato la loro disponibilità.
Torniamo a noi: gli impianti di Forlì, anche ospitando un buon numero di iniziative, rimangono evidentemente fuori dal progetto.
La cosa incomprensibile però, rimane il perchè.
La nostra fiera rimane vicino l'autostrada e l'areoporto, forse non è dotata di un ampio parcheggio, ma questo perchè fino alla fine degli anni '90 avevamo uno dei palazzetti sportivi più importanti d'Italia che la domenica ne occupava la gran parte.
Ma i padiglioni?
Forse il problema è questo. Impianti messi in sicurezza alla belle meglio, sanitari insufficienti, servizi ausiliari insufficienti. E' stata ammodernata la reception ed aggiunta una sala conferenze, ma può bastare?
Anche Cesena ha un'impianto molto più moderno del nostro.
La realtà è che il nostro polo fieristico rischia seriamente di affondare con questo consolidamento.
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